Un approfondimento sull’idea che un artista inglese (non necessariamente per nascita ma soprattutto perché vive in Inghilterra) e un italiano ha dell’Italia. Forse nessun Paese come l’Italia è così odiato e insieme amato dalla sua stessa popolazione.
L’intento di questa mostra è quello di indagare se esistano ancora degli elementi che ci caratterizzano all’estero e di individuare che cosa evocano l’Italia e gli italiani nell’immaginario internazionale.
Gli artisti potranno nello specifico cercare anche elementi della città di Milano che più li colpiscano o semplicemente estendere questa ricerca nella nostra tradizione artistica e artigianale, famosa in tutto il mondo.
Inoltre, questa mostra ha lo scopo di fare interagire tra di loro artisti inglesi e italiani, per comprendere se la globalizzazione sia in grado di uniformare gli usi e costumi delle popolazioni, cancellando così abitudini, tradizioni e stili di vita unici.
Il messaggio ambivalente del concept è interpretato da artisti che, oltre a vivere in Paesi differenti, hanno età e percorsi lavorativi dissimili.
Lo spazio espositivo, ospitato all’interno di una ex fabbrica di oreficeria milanese degli anni Cinquanta che ha mantenuto alcuni arredi e macchine dell’epoca, stimola gli artisti a dialogare con il luogo, il quale inevitabilmente li porta a confrontarsi con il mondo storico dell’artigianato italiano.

Italian and british artists meet Milan, mostra curata da Pietro Di Lecce, è ospitata al The Workbench International, via Vespri Siciliani 16/4 Milano fino al prossimo 15 ottobre.
Gli artisti coinvolti sono: Pennacchio Argentato, Enrico Boccioletti, Stefano Calligaro, James Clarkson, Ditte Gantriis, Nicholas Hatfull, Jacopo Miliani, Gianandrea Poletta, Gianni Politi e Dallas Seitz.

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