Siamo abituati a tanti tipi di produzione, processi più o meno semplici che danno vita ai più variegati prodotti, ma Tokujin Yoshioka ha dimostrato come una seduta può essere realizzata seguendo un procedimento del tutto simile a quello di una tradizionale cottura.

Tokujin Yoshioka è un designer Giapponese, classe 1967. Dopo la laurea nel 1986, ha lavorato sotto la guida e l’esperienza di Shiro Kuramata e Issey Miyake. Per otto anni svolge il lavoro come free-lance fino a che nel 2000 apre il suo studio, Tokujin Yoshioka design.
Le sue opere hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, sono esposte tra le collezioni permanenti dei più rinomati musei del mondo, dal MoMa al Centre Pompidou e ottiene la fiducia di marchi importanti come Cartier, Cassina e Kartell.

Nel 2003 si cimenta nella progettazione di una seduta, la Pane Chair, nome ispirato proprio al metodo con la quale è stata concepita. Nel corso della cottura della sedia, Yoshioka, ha affermato infatti che ha dovuto sperimentare diversi ingredienti per “cuocere” la sedia in forno fino ad ottenere la giusta ricetta. La Pane chair, proprio come un comune muffin, è cotta in un involucro cilindrico di carta, prima di essere avvolta in un tessuto.

La sedia è fatta di fibre di poliestere, un materiale traslucido e spugnoso. La cottura consente di stabilizzare la forma, mentre dalle estremità dei braccioli spuntano due escrescenze di fibra attorcigliata.

Tutto ciò è da ricondurre al desiderio di Tokujin Yoshioka di sperimentare con i materiali, soprattutto quando scoprì le qualità della fibre tessile. Resistente, ma morbida grazie alle strutture fibrose composte da organismi pesanti, ma non solidi, nei quali le cellule si uniscono per formare un materiale che per l’immaginario collettivo raffigura la cedevolezza, la delicatezza e la malleabilità e che ha una struttura interna robusta che per Yoshioka ha rappresentato da subito l’idea della futura forza.

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