Un racconto fotografico di un interrail, ecco in breve cos’è Caillera Global Pass.
Per saperne di più e scoprire in anteprima il contenuto, abbiamo raggiunto via mail l’autore, Dalì Geralle.

Ciao Dalì, presentati ai nostri lettori

Dalì Geralle

Dalì Geralle

Night Carousel è stata la tua prima fanzine e raccoglieva le tue testimonianze sul mondo dei treni e dei graffiti.
Night Carousel è stata totalmente auto prodotta da noi come Galleria Opulenza, è stata anche la pubblicazione che ha sancito la fine di un periodo in cui ho scattato solamente in bianco nero digitale. Era la soluzione più adatta a quel lavoro: l’ambiente nebuloso e romantico dei depositi e il rapporto di feticcio fra treni e persone non poteva che essere raccontato in quel modo, le dava risalto, contribuiva a presentare meglio la fotografia complessiva del progetto.
Dopo quel momento ho incominciato a scattare solamente a colori in pellicola e il prodotto in cui è sfociato alla fine è stato Caillera Global Pass.

Caillera (contrario di Racaille ndr) Gloabl Pass è il tuo ultimo lavoro. Ce lo presenti?
Caillera Global Pass è il mio ultimo lavoro edito da Popup Press e racconta del mio interrail svolto quest’estate. È il prodotto finale che riassume i miei ultimi 8 mesi di fotografia: un approccio racaille ma divertente, già testato a Milano e questa volta traslato in mezza Europa.
Rispetto a Night Carousel ho voluto descrivere un aspetto meno romantico e più spiritoso. Il treno non è più un concetto fermo e non fa più parte dell’azione principale, ma diventa dinamico e si fa mezzo che veicola l’intero viaggio, si trasforma in colui che mi accompagna per tutta la roulette russa dell’interrail: una giostra attraverso le città europee sempre mezza legale e mezza no, con materassi per terra per dormire a casa di gente sconosciuta, comprando il pane e rubando il prosciutto, facendo festa e vomitando.
Sono quelle situazioni dove hai previsto un disagio sicuro già dalla partenza, ma che nascondono in realtà un percorso intenso e memorabile.

La fanzine è in formato 15 x 21 cm ed è stata prodotta in 90 copie, che saranno disponibili durante la presentazione a Milano e durante Sprint. Delle copie rimanenti probabilmente se ne occuperà la distribuzione svizzera.
All’interno della fanzine vi è una foto stampata (ve ne sono 5 diverse) con la firma dietro e la numerazione della fanzine, inoltre vi è anche un trasferello con un tatuaggio disegnato da me (ve ne sono 9 diversi).

La presentazione è programmata per giovedì 19 novembre a Milano, in Cadorna. Per l’occasione abbiamo squattato un bar di cinesi.

Com’è nata la collaborazione con Popup Press (che editerà la zine)?
In ogni città ero ospitato da qualcuno, a Basilea ero ospitato da loro e una sera abbiamo deciso di fare la fanzine. Quindi il progetto è stato programmato a più di metà del viaggio.

Come nasce quest’esigenza di avere un -passami il termine- “feticcio” cartaceo in un mondo sempre più digitale?
Personalmente trovo la pubblicazione cartacea più elegante e ordinata. Si tratta comunque di un oggetto concreto, non è una foto digitale che si perde nel marasma del mondo web.

Stai già lavorando ad altro?
Sto lavorando al capitolo finale di questo percorso partito dai depositi di Night Carousel, passato per i treni di Caillera Global Pass e che mi ha portato al mio obiettivo, la tappa finale del mio interrail, cioè Milano, casa mia.

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