Stazioni Tubo – Jemie Lerner “metronizza” gli autobus brasiliani

Viaggiare è sempre stato un modo in cui le persone conoscono nuove culture, ma senza dimenticare mai di visitare e fotografare tutte quelle attrazioni principali che definiscono a loro modo l’immagine con cui ogni città si presenta al mondo. Quindi, prima di arrivare in una nuova città, si controlla su Internet e si cerca tra le cartoline quali siano i luoghi più caratteristici per poterli andare a catturare. La Torre Eiffel a Parigi, il Colosseo a Roma e il Big Ben a Londra, assieme a tante altre architetture appartenenti a tante altre città, sono le icone protagoniste di cartoline e prime pagine web. Ma cosa accade prendendo l’aereo per visitare la città brasiliana di Curitiba? Per chi non la conoscesse, non si pensi ad una piccola città situata al centro della foresta amazzonica o in prossimità di una spiaggia tropicale. Curitiba è la capitale del Paranà ed è popolata da 1.700.000 abitanti che, comprendendo la regione metropolitana, raggiunge circa il numero di 3.200.000 abitanti. Negli ultimi anni è stata una delle città brasiliane con maggior sviluppo economico, migliorando notevolmente la qualità della vita. Qui troviamo uno strano caso di architettura diffusa e, tra le immagini del giardino botanico, del parco Barigui e del museo Oscar Niemeyer spiccano grandi tubi in vetro e acciaio, sparsi per tutta la città: sono le stazioni-tubo del sistema di trasporto pubblico. Queste stazioni-tubo sono divenute elementi esemplari di arredo urbano che non solo migliorano il sistema di trasporto, ma sono pensate anche per migliorare la qualità degli spazi urbani.

Per secoli, politici e urbanisti hanno risposto alle esigenze dovute alla crescita demografica attraverso trasformazioni urbane basate su un ideale di grandezza. Ma il risultato: grandi sventramenti, allargamenti e ricostruzioni che per decenni hanno riconfigurato le città europee come conseguenza di esigenze tecniche false, in nome delle quali si sono perpetrati danni irreparabili. Tuttavia a questo pensare in grande, Jemie Lerner, urbanista e sindaco di Curitiba negli anni ’70, promosse come metodo rivoluzionario un approccio di pianificazione urbana che definì con il termine di “agopuntura urbana”, pubblicando un piccolo libro su questo tema. Il termine, rubato all’arte medica cinese, prevede di dare vita a trasformazioni urbane a grande scala partendo da piccoli interventi. Questi interventi si basano su un connubio tra le analisi di fattori sociali, economici ed ecologici, sviluppati attraverso un dialogo tra gli urbanisti e le diverse comunità. Come l’agopuntura è volta ad allentare lo stress fisico, così l’agopuntura urbana è volta a rilassare le zone urbane più stressate. Questi interventi a piccola scala divengono grandi catalizzatori sociali a scala urbana e architettonica. Di questa strategia fanno parte la creazione di piccoli spazi ricreativi in quartieri urbani che ne sono privi, la coltura di alberi che possano portare un po’ di ombra in spazi che ne richiedano e la creazione di percorsi pedonali che rendano più vivibili gli spazi urbani, incoraggiandone l’utilizzo. Il tutto però deve ricondursi ad un’azione rapida ed economica.

Per realizzare la sua visione di una città sostenibile, Lerner comprese l’emergenza di un sistema di trasporto ad alta capacità, se pure riconoscendo la necessità di allontanarsi dalle tendenze della pianificazione urbana delle grandi città sviluppate. Incapace di realizzare da zero un sistema di trasporto nel sottosuolo, come la metropolitana, Lerner decise di “metronizzare” gli autobus creando dei percorsi prioritari, permettendo una mobilità rapida e di massima efficienza. L’introduzione di questi corridoi esclusivi, il disegno di una rete di autobus che si interseca e l’introduzione, nel 1982, delle “stazioni tubo”, con un sistema di pre-pagamento, sono gli elementi centrali di quello che più tardi verrà chiamato Bus Rapid Transit (BRT), ovvero un rapido sistema di transito per mezzo di autobus. Nel periodo in cui Lerner fu sindaco della città, Curitiba ebbe una notevole espansione grazie ad un lavoro accurato e metodico, che creò una rete integrata di trasporti, che nel corso degli anni fu allargata anche alla regione metropolitana. Tuttavia il concetto di BRT non fu una soluzione adottata solo in questa città, ma molte città brasiliane, e non, la adottarono successivamente come principale sistema di trasporto pubblico. Nel 2010 la capitale del Paranà è stata premiata al Globe Sustainable City Award per essersi distinta per il suo sviluppo urbano eco-sostenibile.

La nuova sfida architettonico-urbanistica del nuovo millennio è forse quindi il design del piccolo, e il sapere riconvertire un’idea di architettura, investita da un’aurea di grandezza, in spazi a misura d’uomo? A Curitiba, si passa dall’architettura intesa come oggetto scultoreo, individuale e spesso estraneo, a studiare il tessuto di cui fa parte, dando vita ad una realtà volta all’innovazione e alla creatività attraverso piccoli interventi, ma diffusi per tutta la città.