Nell’infinito svolgersi dell’onda – A Salerno s’inaugura la prima opera postuma di Zaha Hadid

Si sa, in Italia le cose importanti si fanno con calma e l’inaugurazione della nuova Stazione Marittima della città di Salerno non fa eccezione. Nel lontano 1999, in seguito ad un concorso ad inviti bandito dal comune di Salerno per la progettazione di una stazione marittima, prevista dal Piano Regolatore del Porto che riservava quello specchio d’acqua a destinazione croceristica, fu affidato a Zaha Hadid il compito di realizzare tale struttura.

Numerosi sono stati i rallentamenti lungo il percorso di costruzione: Il fallimento della ditta edile precedentemente aggiudicataria, il cedimento del tratto di molo Manfredi che ha bloccato i lavori per un anno ed alcuni rallentamenti nei saldi delle anticipazioni della Regione al Comune e dal Comune alla ditta assegnataria. Sul sito internet di Zaha Hadid Architects è segnata la data di ultimazione dei lavori strutturali al 2012. Incrociando le dita il prossimo 22 Aprile sarà inaugurata la prima opera postuma dell’architetto anglo-iraniana, venuta a mancare qualche giorno fa.

Le iridescenze della copertura, costituita da minute piastrelle blu cangianti, abbagliano e simulano visivamente i riflessi della luce sulle increspature dell’acqua del mare. La struttura  è rappresentativa dello stile “fluido” dell’architetto, la forma del guscio esterno, decisamente plastica e dinamica, è sorretta da pilastri ottenuti con un gesto scultoreo di sottrazione di materia.

La pelle del corpo di fabbrica, per mezzo di vetrate molto ampie, mantiene un ideale e costante contatto con il mare, abbracciando l’infinito. L’interno ospiterà una biglietteria, un ristorante ed una sala d’attesa collegati da una rampa che si dispiega morbida tra gli spazi funzionali; gran parte degli arredi sono stati disegnati e progettati dalla stessa Hadid. La forte permeabilità degli interni, garantita dalle ampie vetrate, è accentuata da un sapiente lavoro di illuminotecnica che trasforma la struttura adagiata sul molo in un punto luce, un gioiello che regala visibilità notturna alla banchine. L’obiettivo di Zaha Hadid è creare uno spazio funzionale, libero da vincoli, fortemente caratterizzato da superfici plastiche e agili linee che percorrono lo spazio per incontrarsi nei punti cardine.

La Stazione Marittima di Salerno non è un contenitore feriale ma è il  luogo  dove vita ed arte si incontrano, dove la presenza stessa in questo spazio è attività di conoscenza che ha a che fare con i sensi e con la percezione che proviene da tutto il corpo, organo del senso spaziale. Ambienti così distanti dalla concezione quotidiana di spazio potrebbero far percepire un senso di disarmonia, ma in questo caso già s’intravede già una nuova possibilità e quindi una nuova armonia. Il binomio Zaha Hadid e mare sembrerebbe vincente e, come sosteneva Kandinsky, i colori che amano la profondità sono rafforzati dalle forme curve: l’azzurro da un cerchio.

Se mi sono lasciato trascinare, è perché uno sguardo sul mare è uno sguardo sul possibile…

Paul Valèry, Ispirazioni Mediterranee