OPHELIA – Immagini e sogni su foulard

A Milano c’è fermento, agitazione: è l’aria del Salone del Mobile, ma sopratutto del FuoriSalone, dove la brezza è più frizzante e stimolante, un’esplosione di idee innovative e colori per le strade della città. Di colori forti, forme oniriche e ironiche, è fatto il mondo dell’artista messicana Ofelia Soria, textile designer, in arte OPHELIALa incontro prima che venga inaugurata la sua nuova collezione di foulard in seta NOT ENOUGH, il prossimo 13 aprile alla Fabbrica del Vapore, alle ore 18.00. Una chiaccherata per scoprire la sua arte e svelare, cosa si nasconde oltre quei capi.

Ofelia sperimenta la sua necessità di comunicare e di esprimersi attraverso il disegno fin da bambina. Percepisce le forme attraverso la sua miopia, vedere così sfocato la porta a stimolare l’immaginazione e dalle forme senza contorno ne nascono altre in un flusso creativo continuo.  “Vedevo delle immagini là dove non c’erano”, afferma, e le imprimeva poi sul foglio. Ma c’è dell’altro. Il mondo artistico di Ofelia attinge a qualcosa di molto intimo: al mondo dei sogni. Un’esplorazione del proprio Io più oscuro, cristallizzato in disegno, fatto di immagini forti e crude. Proprio in questo risiede la qualità e la ricerca dell’artista, la sua unica capacità di espressione e di trasformazione del sogno in immagini ironiche, con una grafica fresca e divertente. OPHELIA nel 2012 decide di sperimentare la sua grafica su foulard di seta, un capo con una forma, lunghezza e taglio che non alterano eccessivamente il disegno; ma non solo, un capo intimo, volutamente intimo.

Il foulard è concepito per essere portato al collo, a contatto con la pelle. Quelle immagini impresse, difficilmente perscrutabili e visibili se non da uno sguardo attento, mantengono così un fascino segreto. Diventano una seconda pelle. NOT ENOUGH, “non abbastanza”, è la nuova collezione dell’artista.

Il foulard è un oggetto per comunicare con gli altri, si indaga la manchevolezza del riconoscimento, l’impossibilità di un pieno compimento. Sarcasticamente OPHELIA disegna pupazzetti mancanti, deficitari, mai completi in una parte del corpo: occhi, bocca, cuore, cervello, gambe. Perché mancano i concetti: la visione (occhi), il significato (bocca), le emozioni (cuore), le idee (cervello) e gli obiettivi (gambe). Manca sempre qualcosa, ma con OPHELIA ci ridiamo sopra.