The Land Between Us / Ning Kai/Sabrina Scarpa

Partiti in esplorazione di angoli remoti e spazi quasi dimenticati dalla geografia politica, ci troviamo improvvisamente davanti qualcosa che ci fa sembrare nulla questa distanza. Una tradizione che ne richiama un’altra più nota o un albero che si piega esattamente come quello davanti al quale siamo passati per anni andando a casa, per esempio.

Notare questi particolari e sentirsi connessi al momento e alla natura di un luogo è un esercizio di attenzione visiva e poetica. «Quattro occhi vedono meglio di due»: se conoscessero questo modo di dire tutto nostro, probabilmente i fotografi Ning Kai e Sabrina Scarpa lo userebbero volentieri, perché il loro lavoro è «qualcosa che possiamo fare solo assieme».

Kai viene dalla Cina, è fotografo autodidatta con una propensione per l’analogico e ha oggi trent’anni, Scarpa invece ne ha venticinque, è originaria dai Paesi Bassi e ha lavorato come fotografa su commissione. Nel 2013, anno in cui si incontrano, sono ancora all’inizio delle loro carriere, ma hanno già ricevuto una nomination a testa, l’uno per i “China New Photo Awards” e l’altra come “New Dutch Photography Talent”.

Nel 2015 iniziano a lavorare come duo e danno vita al progetto fotografico The Land Between Us, una collezione di quei «momenti di rivelazione e armonia» che hanno costellato le loro esplorazioni. Sul blog dedicato, The United Journey, Kai/Scarpa raccontano che, in oltre due anni di viaggi, il materiale raccolto cominciava a diventare considerevole, ma correva il rischio di rimanere nascosto nel loro archivio a oltranza. Hanno perciò pensato di restituire al pubblico una parte della loro esperienza: la possibilità di esercitare gli occhi e i pensieri perché riescano a trovare e distinguere, nell’indefinito piatto che si attraversa ogni giorno, qualcosa che risplenda un po’ più del resto.

Dopo che superi la prima settimana [di viaggio], ogni cosa comincia a diventare routine. […] Questo blog vorrebbe diventare la piattaforma dove conservare tutte le cose meravigliose che abbiamo incontrato […] e che sono spesso trascurate o sottovalutate. E che, speriamo, possa aiutarci a non considerarle scontate mai più.