A parte forse i corpi di Pompei, in cui l’estetica della scultura si scontrerà per sempre con il tragico del reale, è difficile pensare che i resti organici possano essere arte. Potrebbero diventarla, però, se spiegati e sublimati tramite l’arte stessa, per esempio con la fotografia o la narrazione.

È ciò che prova a fare la mostra solista DUNE (2014 @ Space Interlude, Sidney) dell’artista Lux Eterna. Disponendoli con cura ed esibendoli alle pareti della galleria, è riuscita a rendere oggetti ornamentali ossa e resti di animali. Un memento mori che riesce ad attrarci, perché esteticamente bello e ordinato. Tutto il contrario di ciò che ci aspetteremmo.

Dopo la morte, la terra si riprende tutta la nostra presenza fisica, e lo fa attraverso il decadimento e lo sfaldamento.

Lux Eterna è un’artista completa e complessa, che spazia attraverso soggetti e tecniche molto differenti. Anche quando veste i panni dell’insegnante, l’investigazione rimane al centro della sua pratica. In particolare, nei suoi ultimi lavori si è concentrata sull’approccio 2D e 3D alle forme della materia organica: la riproduzione, disegnata o fotografica, delle geometrie delle ossa e delle rocce meteoritiche ha il potere di un mandala.

Dune, per esempio, è nata tra le sabbie di Anna Bay, nel New South Wales. Qui Lux ha collezionato e reimmaginato i resti abbandonati degli uccelli: la loro forma racconta una storia e al tempo stesso veicola un piacere estetico (non a caso sul proprio sito classifica questa serie tra le Fine Arts) che fa riconsiderare la mortalità da cui provengono. O meglio, la include in qualcosa di più grande: la mortalità a cui appartiene qualsiasi cosa che sia nata.

«It was really an organic thing» ha detto Lux parlando della nascita del progetto e, probabilmente, mai descrizione fu più perfetta.

Il tempo finito, lo spostarsi della terra e l’attrito tra gli elementi amplificano il senso di disordine e la perdita di controllo che riguardano tutta la materia organica. Tutto funziona come un gentile reminder della ciclicità della natura, dalla quale tutti noi dipendiamo.

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