La volontà espressa dal comune di Maranello di dedicare una nuova biblioteca alla città non poteva che diventare un riscatto che guardasse al futuro; un luogo aperto a tutti che permettesse un facile accesso alla conoscenza e che mettesse tutti i suoi utenti in connessione con il mondo circostante. Oggi la soluzione vincitrice, proposta dalla collaborazione tra l’amministrazione pubblica e i progettisti Arata Isozaki e Andrea Maffei, ritaglia uno spazio molto importante all’interno del tessuto cittadino creando un luogo dove il tempo dedicato allo studio sia percepito come un piacere più che un obbligo.

Prese le distanze da una impronta iconica, di chiara matrice commerciale, il progetto trova la sua collocazione come un’isola culturale che delicatamente si instaura nell’assetto urbano preesistente diventando uno spazio familiare, un salotto culturale aperto a tutta la città. Un’interpretazione della biblioteca che supera la definizione di mero contenitore di libri e garantisce uno spazio dove i giovani studenti possono trovare tutti gli ambiti adatti a soddisfare la propria curiosità, tra la sala di lettura e il laboratorio, e ritrovare la voglia di giocare, attraverso la ludoteca; contemporaneamente gli adulti possono accedere agli spazi espositivi e a quelli più intimi dell’archivio storico.

Sito in un tessuto consolidato, il volume del vecchio fabbricato racchiude, all’interno della sua rigidità formale propria dell’architettura industriale, il nuovo volume polimorfo che si riserva quanto più spazio possibile per prendere le distanze dai confini della fabbrica precedente. La superficie vetrata permette così di avere uno spazio interno libero in cui la luce penetra fornendo una illuminazione naturale ed una vivibilità dello spazio estremamente elevata.

Dopotutto, dedicare il tempo alla lettura assume sempre diverse connotazioni a seconda del cosa si legge, del come lo si legge e del dove lo si legge; e la lettura diviene un momento creativo in cui si costruisce intellettualmente la storia che si sta percorrendo tra le pagine, mentre sia il libro che il lettore si perdono in una nuvola senza tempo. Questo concetto di nuvola viene materializzato dallo studio giapponese in un volume che si specchia sul pelo dell’acqua dove riverbera il colore verde dell’edera, che valorizza i muri di confine mantenuti dal progetto di ristrutturazione. Un piccolo intervento architettonico che lascia fuori il brusio del traffico urbano per consegnare agli studenti un luogo dove la lettura può ritrovare una equilibrata calma interiore ideale per la concentrazione.

Una pensilina aggettante rende visibile l’accesso, richiamando i passanti dalla strada; percorrendo la leggera pendenza si arriva al volume trasparente dove si è gradevolmente accolti da una caffetteria ed un ampio bancone; entrati nello spazio di lettura, il lettore è avvolto dai riflessi d’acqua che brillano sulle superfici bianche del pavimento in resina e degli arredi. Scendendo le scale si raggiunge uno spazio libero costituito dalla sala polivalente e lo spazio espositivo. Qui trovano spazio anche il deposito dell’archivio storico comunale che dispone di piccoli spazi consultativi. Particolare attenzione è stata poi riposta anche all’efficienza energetica e attraverso l’utilizzo di un impianto geotermico si raggiunge un risparmio sia durante il riscaldamento invernale sia per il raffrescamento estivo.

Il MABIC, Maranello Biblioteca Cultura, assume così un ruolo rilevante nel contesto urbano in cui si inserisce: un’opera in cui riesce a materializzarsi compiutamente, all’ interno di uno stratificato centro storico europeo, un innesto orientale frutto di una operazione di delicata sottrazione, anziché iconica addizione.

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