Esporre l’architettura disegnata – Intervista ai curatori della galleria parigina Desplans
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Ci siamo chiesti se quel disegno digitale che confiniamo in un hard-disk possa essere riconosciuto come opera d’arte. Ne parliamo con Guillaume Dubois, Albane Cartier-Bresson and Jérôme Malpel, che nel 2015 hanno fondato Desplans nelle sedi di Parigi e Stoccolma con l’intento di raccogliere le più interessanti speculazioni disegnate prodotte dagli architetti contemporanei.

Il disegno di architettura è convenzionalmente pensato come mezzo per raggiungere un risultato concreto, quello della costruzione di un’idea. Perché invece alcune visualizzazioni hanno raggiunto esse stesse lo status di opera d’arte?
Alcune volte un’idea è più importante del risultato che si raggiunge alla fine del processo architettonico. In questo senso, i disegni sono più espressivi, mostrano qualcosa che è più nascosto e visionario. Il disegno di architettura, il collage, il fotomontaggio, o tutti i tipi di materiali di lavoro, sono espressione proprio di quella idea che porta l’architettura alla luce. Vogliamo presentare questo corpus di lavoro come prodotti d’arte, poiché pensiamo che con Desplans l’idea e il processo debba essere mostrata e illustrata.

Come è nato Desplans?
Lo abbiamo fondato in tre: Guillaume Dubois, Albane Cartier-Bresson and Jérôme Malpel. Guillaume è un ingegnere e architetto, con diversi anni di esperienza professionale in Francia e Svezia. Albane ha un passato nell’industria del lusso e insieme dirigono la sede parigina. Jérôme è un architetto e curatore di architettura, attualmente attivo a Stoccolma. Siamo sempre stati affascinati dalla produzione architettonica nel senso più ampio della disciplina. La nostra missione è quella di avvicinarla e renderla accessibile al grande pubblico.

A proposito delle mostre di disegni digitali, come è cambiano l’approccio al mercato dell’arte?
Abbiamo cominciato il nostro progetto dalla semplice osservazione che i disegni digitali sono spesso troppo distanti dal pubblico, e restano confinati negli hard-drives e data bases. Possono essere stampati una volta in occasione di un concorso, oppure mostrati sulle pareti di uno studio, ma nella maggior parte dei casi la gente guarda questi lavori su un sito web oppure un blog. Propendiamo per la creazione di una struttura per questo tipo di lavoro, per dargli valore. Così come nell’editing di fotografia, presentiamo materiale digitale su carta, in edizione limitata, con tecniche di stampa utilizzate per l’arte figurativa. Vogliamo mostrare oggetti esteticamente belli, incorniciati e attentamente confezionati. Il nostro approccio al mercato consente di fornire stampe di alta qualità, con prezzi convenienti (i nostri prezzi variano da 70 a 855€) per rendere democratico l’atto di collezionare architettura.

Che tipo di collaborazioni avete instaurato con gli architetti?
Vogliamo instaurare una vera connessione con gli architetti con i quali lavoriamo. Per alcuni di essi, la collaborazione che abbiamo costruito insieme è andata oltre le nostre aspettative. Ci hanno offerto, ad esempio, di allestire una mostra all’interno dello spazio dove Atelier Gramme lavora, così siamo stati ancor più vicini al processo architettonico, aprendo lo studio per mostrare alcuni disegni, e in quel caso gli oggetti d’arredo che stavano progettando. Quella mostra è stata un grande successo! La gente che arrivava era molto felice di scoprire una nuovo modo di esporre i progetti e come realmente lavorano gli architetti, e gli architetti contenti di raggiungere un audience più ampio conoscendo quello che stanno facendo. Ci piace creare un forte legame con gli architetti, e li incoraggiamo a fornirci feedbacks, così che si possa lavorare insieme per presentare i lavori ai quali teniamo maggiormente. L’idea è quella di essere coinvolti in una relazione di lungo termine, dove uno può aiutare l’altro e trarre gli stessi vantaggi.

Come immagini Desplans nel futuro?
Abbiamo già sede in due nazioni e ci piacerebbe sviluppare ulteriormente Desplans in maniera più internazionale. Il nostro pubblico è quello che abita il monto e ovunque il pubblico ha un grande desiderio per un’architettura di grande qualità. Inoltre, puntiamo a presentare architetti di diversi paesi e diverse culture, con differenti tecniche e modi di rappresentazione.

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