Scostando queste tende Erika Zolli apre il sipario sulla sua vita. Con la leggerezza che ritroviamo nelle sue fotografie ci invita ad entrare nel suo mondo dove un cielo stellato ci induce a pensare che il viaggio con lei sarà ricco di sorprese. Un firmamento notturno e terso che scintilla di luminescenti altri mondi. Basta desiderare ardentemente altre visioni e si possono progettare immagini che ce li fanno scoprire, questi altri nuovi mondi.

Leggiamo le parole dell’artista:

“In Me At My Best gioco con me stessa creando una serie di autoritratti surreali e onirici. Immagini delicate caratterizzate da colori pastello mostrano un nuovo codice visivo, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale, dove le leggi della logica vengono fermate per dare spazio a ciò che è illogico e impossibile. L’osservatore si troverà di fronte a metamorfosi in fiori, bagni caldi in tazze da the, sublimazione del corpo e mimesi con l’ambiente circostante.”

Stupiscono questi autoritratti perché il viso è sempre ironicamente celato da una nuvola bianca, uno sprazzo bluette come leggiadro cappello volante in pendant con la cintura, una farfalla.

 

Velato da geroglifici di fumo fluttuanti nell’aria o come in how to become a flower incappucciato in una flower tower in equilibrio instabile come le nostre vite.

 

 

Così Erika ci coinvolge nel suo gioco onirico regalandoci la creatività per immaginare il suo viso e sondare le immagini partorite dalla sua mente che inevitabilmete ci riportano a quelle di Magritte e ai cieli dipinti su di un mondo ideale di Antonio Carena.

 

Ascoltiamo le parole di Erika:

“In queste immagini la razionalità si ritrae, la logica si ripiega in se stessa e la mente diventa sfocata. Combinazioni dissociative, composizioni assurde, situazioni in equilibrio tra il sogno e l’immaginazione più selvaggia, tutti con la chiara e immediata percezione dell’evidenza che la fotografia si muove nell’immagine”.

 

Erika Zolli, alias Eribluff, laureata in filosofia vive e lavora a Milano. Fotografa specializzata in fine-art è sempre stata attratta dalla potenzialità che ha la fotografia di condurre l’osservatore in un mondo di surreale poesia. Nelle sue foto vengono creati nuovi mondi e si esplora quell’invisibile dimensione onirica che risiede nella mente umana. I suoi lavori sono un mix di surrealismo e di delicatezza in cui i soggetti interagiscono direttamente con lo spazio circostante, creando un valore extrasensoriale e magico. La sua fotografia è sviluppata con accurate e precise tecniche di post-produzione. Ha partecipato a numerose mostre. Nel 2016 è stata premiata al My City photography competition, organizzato dall’European Environment Agency – 1st prize.

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