Paesaggi da sfogliare – Intervista a Guy Laramée
1 di 2

– Switch to page 2 for english version –

Sfiorare la copertina di un libro, scorgerne il titolo per essere attratti dalla combinazione di poche parole, sceglierlo, possederlo, sfiorarne il dorso, sfogliare ciecamente le pagine per assaporarne il profumo, e poi… immergersi profondamente nel mondo che si dischiude sin dalla prima lettura. Le emozioni che regala un libro stampato, che parli di arte, letteratura, scienza o religione sono un dono che pochi ormai si concedono e che agli occhi dell’artista Guy Laramée non ci appartengono più. L’umana conoscenza si sta erodendo così come i libri che l’artista canadese elegge a opere d’arte. La scelta dei volumi è del tutto innocua: spetta alle macchine e alla sua abile mente trasformarli in veri e propri paesaggi incredibilmente realistici e incantevoli.
La carta ritorna natura, rappresenta montagne rigogliose, onde in burrasca, deserti nascosti e corsi d’acqua sinuosi e insidiosi. Le pagine si fanno segrete, le parole stampate svaniscono, i volumi compatti si uniscono a creare curve di livello verticali che disegnano geomorfologie in un’ atmosfera sacra e medititativa.
Il significato è silenzioso e profondo come i vecchi contenuti di questi libri: le montagne di conoscenza eroderanno a tal punto da esaurire la conoscenza stessa?

La tua pratica dello scolpire libri nasce 17 anni fa. Raccontaci dell’inizio di questo progetto.
È avvenuto molto casualmente. Un giorno stavo lavorando in un ferramenta e lì c’era una piccola cabina di sabbiatura sul retro della stanza. Non so perchè ma subito ebbi la pazza idea di metterci dentro un libro per vedere cosa sarebbe successo. In pochi secondi si è rivelato il progetto. Vidi montagne, dune, paesaggi erosi, l’immenso lasso di tempo di questa erosione che rende le nostre piccole preoccupazioni così tribolate, vidi l’erosione della conoscenza, e soprattutto, capii di nuovo che attraverso il paesaggio entro in un reale stato di contemplazione.

Come scegli i libri e perchè preferisci vecchi dizionari ed enciclopedie?
Preferisco dizionari ed encicopedie perchè sono obsoleti. Posso anche averne tanti a basso costo. Recentemente ho iniziato un lavoro con libri molto rari, sono bellissimi, ma un po’ mi fa male. Sebbene il mio lavoro sia un sacrificio, non voglio apparire come il distruttore spericolato. Io amo i libri.

I libri sono storie che si rivelano a noi quando meno ce lo aspettiamo. Quando apri questi libri, cosa ti raccontano?
Apro raramente il libri su cui lavoro. Studio la carta, le potenzialità, ma raramente il contenuto.A volte vecchie immagini mi parlano, ma cerco di non vederle per troppo tempo.
Il mio lavoro rifiuta il contenuto.
Noi pensiamo che l’intera vita consista nel cambiare la disposizione dei mobili, nell’ acquistare nuovi arredi ogni tanto e così via ma è una visione davvero superficiale della vita. E molto raramente consideriamo lo spazio tra gli arredi. La magia più vera della vita giace nello spazio tra le cose, non nelle cose in se’, per quanto belle siano.
Per questo non mi interesso dell’interno di un libro. “Noi sappiamo cosa c’è dentro”, mi disse una vota un vecchio artista. “tutte le idee si assomigliano” è il titolo di uno dei miei primi pezzi. Infatti, ogni idea ha questa qualità. Esse sono “solo” idee. Ciò che giace aldilà dell’intelletto, aldilà delle emozioni.

Sono i libri a scegliere il paesaggio, o il paesaggio nella tua mente a scegliere il libro?Entrambi. Nessuno. Non so da dove venga l’ispirazione. Questa è la magia. L’ispirazione è fuori dallo spazio e dal tempo, oltre la causa e l’effetto. Cercare di trovare il trabocchetto, la ricetta, è legittimo. E può generare qualcosa di più, ma solo perchè ti spinge a incuriosirti, ti fa pensare. In ogni caso, le ricette generano solo ripetizioni senza fine della stessa cosa. La sicurezza dei del già pronto deriva diventa auto-distruttivo con il tempo.

I paesaggi scolpiti sono spesso riferiti alla realtà come in tibetan-chinese 2017. C’è un paesaggio che non sei ancora riuscito a realizzare?
Tecnicamente sì. Ma non si tratta mai di realizzare un paesaggio specifico o un’idea. di sicuro si parte con sentimenti, idee, ecc.. e spesso i sentimenti vincono. Possono durare anni a volte!
Per esempio ci sono dei paesaggi in Tibet con delle colline che scorrono lente, e anche quelle pianure lisce barcollanti con crepacci e canyons. Mi parlano della condizione umana. Ho cercato più volte di andarci, riprovare a relizzarle un’altra volta, e c’è sempre qualcosa che manca, qualcosa che mi fa poi ritornare dopo un paio di mesi, e forse ancora. L’idea del completamento, della perfezione, è una guida potente nell’arte. Ma come le altre idee, è solo un’idea.

Sei fermamente convinto che i libri cartacei scompariranno?
Sono fermamente convinto che il nostro scenario apocalittico non finirà mai (scherzo). Noi umani amiamo sognare un tempo in cui tutto scomparirà. Voglio dire che ci darebbe una buona ragione per non farci più lavorare, giusto? (risate)
Il libro di carta potrebbe scomparire, e anche qualsiasi altro libro digitale, mentale ecc semplicemente perchè il nostro cervello scomparirà. Il livello IQ sta calando, e ciò è dovuto alla degenerazione dell’ambiente che attacca la tiroide. Penso che avverrà presto. Il torpore e la crescente incapacità di concentrarsi, indotti dalle nuove tecnologie, metteranno una fine al libro prima che si passi all’inchiostro elettronico.
L’immaginazione sta uccidendo se stessa: questo è il processo a cui stiamo assistendo ora. È un bene o un male?
Quando ne hai avuto abbastanza di una cosa, è un male prendere una pausa per un paio di…secoli?

Il tuo studio è diviso in 2 stanze: quella di scultura e di pittura. Ci puoi spiegare questi due aspetti della tua personalità artistica?
Non ho una personalità artistica, ma se così fosse, cambia sempre.
1.Non sono la causa del lavoro che realizzo. Il lavoro si rivela a me, non da me. Perlomeno non nel senso di essere il prodotto di una volontà personale.
2.Le cose sono spesso organizzate perchè a livello pratico è l’unico modo per andare avanti. Non si può avere uno studio di pittura nel mezzo di una stanza impolverata. Così ho creato un muro tra le due attività. Di sicuro ciò sta a significare che le due attività sono separate nello spazio, e nel tempo. E sono anche attività molto differenti. Dipingere è più meditativo. Scolpire più fisico.

Hai un libro preferito che non penseresti mai di scolpire o di distruggere?
Non lo so. Non vorrei distruggere libri che sono importanti per me, come quelli buddisti. Anche se di recente ho lavorato con libri contenenti sutra, ma solo perché ho scoperto essere scritti in sanscrito e che sono stati venduti in una città dove probabilmente ci sono meno di 20 persone che parlano la lingua (anche meno se pensi a quelli che sarebbero effettivamente interessati), è stata una buona opportunità per capire che anche le cose più preziose dovranno andar via un giorno. Anche la conoscenza più preziosa è effimera.

1 di 2