Artwort
  • Home
  • Art
    • Land Art
    • Street Art
    • Video
  • Architecture
  • Design
    • Graphic Design
    • Fashion Design
  • Photography
  • Illustration
  • Columns
    • Disegnini
    • Fotointervista
    • The Past is Present
    • Art for Earth’s Sake
    • BOAW
AW SOCIAL
Facebook
Instagram
  • Project Submission
  • Article Submission
  • About
Artwort
Artwort Artwort
  • Home
  • Art
    • Land Art
    • Street Art
    • Video
  • Architecture
  • Design
    • Graphic Design
    • Fashion Design
  • Photography
  • Illustration
  • Columns
    • Disegnini
    • Fotointervista
    • The Past is Present
    • Art for Earth’s Sake
    • BOAW
Dan Perjovschi - ©Roberta Esposito
Artwort Art Dan Perjovschi – RevolutiON/OFF
  • Art

Dan Perjovschi – RevolutiON/OFF

  • 28 April 2014
  • Roberta Esposito

Parete bianca, black markers e la revolution è ON.
Una rapsodia di testi e immagini che fanno quasi esplodere le pareti dei diversi musei del mondo (dal MACRO di Roma, alla Tate Modern, al Moma) su cui Dan Perjovschi interviene per raccontare e denunciare, con ironia e cinismo, quello che accade nel mondo.

Dan nasce a Sibiu, in Romania, nel 1964. Comincia a lavorare a Bucarest nel 1991 come disegnatore sul magazine rumeno “22”.
Il suo lavoro nasce dalla lettura dei giornali, dall’osservazione di ciò che gli accade intorno.
Da sempre annota le sue idee in piccoli diari, ma dal 1997 (e in particolare dalla grande installazione per la Biennale di Venezia del ’99) comincia a riportare e ingrandire quegli schizzi su parete, invitando il pubblico ad una lettura simultanea e globale del suo lavoro, frutto di spunti di diversa origine.
Il suo obiettivo è sempre stato quello di rivoluzionare il disegno, di mettere in discussione la separazione tra l’arte “alta” e “bassa”, di sfatare il mito dell’opera d’arte come bene-feticcio da collezionare.

La carica espressiva e l’immediatezza della vignetta satirica e della battuta di spirito catturano lo spettatore che si trova ipnotizzato in un vortice di segni, disegni e parole, il cui fascino, la spontaneità, la semplicità della comunicazione e quella immediatezza quasi infantile riescono a rendere accattivanti anche argomenti pesanti come la crisi economica globale.
Il suo lavoro è  profondamente legato alla realtà del presente, ne è l’ironico commento, un’interpretazione pungente che possiede la pregnanza di un’accusa forte ma sottile, che genera, in chi ci si trova di fronte, l’urgenza e la necessità di dover cambiare le cose
.

Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi - Biennale di Venezia
Dan Perjovschi – Biennale di Venezia
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi
Dan Perjovschi - ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi – ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi - ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi – ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi - ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi – ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi - ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi – ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi – ©Roberta Esposito
Dan Perjovschi - MoMA
Dan Perjovschi – MoMA

Una volta in loco, sfrutta ogni possibilità spaziale, definendo nuove dimensioni degli ambienti in cui lavora: pareti, finestre, pavimenti, vetrate, soffitti all’interno e all’esterno di musei, di istituzioni e di gallerie, in cui fa fluttuare le sue vignette, seguendo l’architettura che le contiene e trasformando ogni suo intervento in un progetto site-specific.

Economia, religione, politica, cultura, questioni nazionali e mondiali, nulla è risparmiato. Attraverso la dinamica della contrapposizione, Dan smaschera le asimmetrie del reale, ne denuncia i vuoti e le contraddizioni, sbeffeggia senza mezzi termini il mito della tecnologia, il paradosso del turbo-consumismo con cui la società postmoderna tenta di disinnescare i rischi della recessione e lo stesso art-sistem, di cui lui, in quanto artista, è inevitabilmente parte, ma da cui riesce in qualche modo a svincolarsi.
«I miei lavori sono esibiti in musei, centri d’arte, spazi alternativi, biennali e qualche volta nelle gallerie, ma in ogni caso non sono vendibili. I miei disegni vengono cancellati, lavati via o coperti ogni volta […] Critico l’importanza attribuita al termine ‘mercato’ nel sintagma mercato dell’arte. Mi considero esterno ad esso e lotto duramente per mantenere la mia indipendenza». Con queste parole  l’artista spiega come sia possibile operare con coerenza e credibilità in quel sistema dell’arte di cui, spesso e volentieri, denuncia i meccanismi corrotti e lesivi.

Certo, però, che l’arte contemporanea sia uno degli ultimi “luoghi sacri” della libertà di espressione, Dan rivendica il ruolo dell’artista in quanto responsabile del miglioramento della società, un onere e un onore spesso sottovalutato o dimenticato.

Share
Tweet
Pin it
Roberta Esposito

You May Also Like
View Post
  • Art
  • SLIDER

Painting, Sound, Color, and Thought – Philip Hauge Reitz’s abstract storytelling

  • Laura Malaterra
  • 26 January 2026
View Post
  • Art
  • Flash

Love and Identity – The Art of Agnes Hjalmarsson

  • Valentina Anzaldi
  • 22 January 2026
View Post
  • Art
  • Flash
  • Illustration

Incandescent Blue Threads: The Multidisciplinary imagination of Tanya Coates

  • Laura Malaterra
  • 20 January 2026
View Post
  • Art
  • Flash
  • SLIDER

Anna Lisei Math and the art of silence

  • Valentina Anzaldi
  • 18 December 2025
View Post
  • Art
  • SLIDER

A walk through the seasons with Susan Stillman

  • Laura Malaterra
  • 18 November 2025
View Post
  • Art
  • Flash

Leonie Bos – From Architecture to Human Being

  • Valentina Anzaldi
  • 5 November 2025
View Post
  • Art
  • Flash
  • SLIDER

A train ride with Haein Choi

  • Laura Malaterra
  • 21 October 2025
View Post
  • Art
  • Flash
  • SLIDER

A Table Set with Stories: The Vibrant Art of Elisa Alcalde

  • Laura Malaterra
  • 13 October 2025
Latest from Wishlist
  • Paper Vase Riviera Wave - Octaevo Paper Vase Riviera Wave - Octaevo
  • Andy Warhol Drag & Draw: The Unknown Fifties Andy Warhol Drag & Draw: The Unknown Fifties
  • Folklore & Avant-Garde: The Reception of Popular Traditions in the Age of Modernism Folklore & Avant-Garde: The Reception of Popular Traditions in the Age of Modernism
  • Art for No One 1933-1945 Art for No One 1933-1945
  • Cinemas – From Babylon Berlin to La Rampa Havana Cinemas – From Babylon Berlin to La Rampa Havana

Input your search keywords and press Enter.