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ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
Artwort Art Objective Objects 2.0: l’ordinario che non vediamo
  • Art

Objective Objects 2.0: l’ordinario che non vediamo

  • 29 August 2014
  • Rosa Ascolese

“We pay less attention to each other and to our ‘worthless’ functional objects. We don’t ‘see’ them anymore.”
Marijke Aarntzen

una t-shirt
un ventilatore,
uno sbattitore elettrico,
un dosatore,
una tazza,
un bicchiere,
un giradischi,
un paio di scarpe,
delle mattonelle,
una presa della corrente

Oggetti di vita quotidiana, molto spesso relegati in secondo piano, offuscati dall’immagine che abbiamo di loro e soprattutto dall’obsolescenza prodotta dalla società in cui viviamo, dominata dalla cultura del consumo.
Nasce così Objective Objects 2.0, una piattaforma digitale che intende esplorare ed analizzare il valore degli oggetti primari che ci circondano. Un lavoro sulla contemporaneità e sul trendsystem attuale. L’idea è stata sviluppata da Marijke Aarntzen, studentessa presso la School of the Arts di Utrecht, un’artista multimediale, come lei stessa si definisce, il cui lavoro strizza l’occhio alle ubiquità delle campagne commerciali.

Accosta oggetti tra loro diversi estrapolandoli dal contesto originario, sviluppando collages o finti manifesti pubblicitari che attaccano in maniera raffinata ed elegante quella pornografia dell’informazione e della comunicazione, “quell’oscenità del visibile”, teorizzata da Baudrillard.
Il progetto nasce dall’osservazione dei prodotti essenziali che caratterizzano il quotidiano e della relazione che essi intrecciano con le persone, mettendo in evidenza i mutamenti che hanno subìto nel corso degli anni e la perdita di significato degli stessi.

Elabora così quattro piccole campagne pubblicitarie, che sembrano evocare dei ready made digitali per destabilizzare il pensiero dei fruitori: interrogarsi sul ruolo del design, degli oggetti che esso produce e soprattutto sugli effetti che il marketing genera su questi.
La maglietta di ceramica, composta dalle mattonelle bianche da bagno; un cortometraggio in stop motion in cui si muovono oggetti dentro un banner vuoto di Youtube; una modella il cui cappotto si dissolve in una presa per la corrente; una pubblicità per vernice bianca che è anche profumo, diventano gli elementi distintivi che delineano l’approccio progettuale dell’artista.

Un’esaltazione di oggetti comuni che si pongono in antitesi con gli oggetti che il design e il marketing sono soliti proporre, spingendoci verso un’estetica del consumo e dell’effimero.
Un elogio che avviene in maniera misurata: il colore bianco diventa protagonista, “esso può essere riempito come si desidera” avvolge gli oggetti, i quali sembrano fluttuare e dissolversi nell’ambiente circostante ricreando esattamente le stesse sensazioni e atmosfere di una campagna pubblicitaria.

Un atteggiamento sovversivo ma raffinato.
Una contestazione silenziosa.
La funzionalità degli oggetti.
L’essenzialità della quotidianità.
L’ ordinario che non vediamo.

ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects - Marijke Aarntzen
ObjectiveObjects – Marijke Aarntzen

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Rosa Ascolese

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