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Auckland Waterfront
Artwort Architecture Auckland Waterfront – Ménage à trois tra archeologia, industria e svago
  • Architecture

Auckland Waterfront – Ménage à trois tra archeologia, industria e svago

  • 2 October 2014
  • Fabiola Mele

Dal 25 al 27 settembre si è tenuta a Barcellona l’VIII Biennale del Paesaggio.

A Landscape for you  ̶  il tema scelto  ̶  prende le mosse dalla cognizione delle attuali circostanze di gran parte delle discipline territoriali e culturali, oscillanti tra stati di ansietà e di emergenza, e lancia un richiamo volto a scoprire vie d’azione alternative, mettere in discussione le vecchie certezze e proporne di nuove alla luce di una sensibilità più attuale.

La Biennale ospita, in ciascuna edizione, anche l’assegnazione del premio Rosa Barba al miglior intervento di architettura del paesaggio degli ultimi cinque anni, quest’anno ricevuto dall’Auckland Waterfront – North Wharf Promenade and Silo Park ad Auckland, Nuova Zelanda, per opera dello studio T.C.L, Taylor Cullity Lethlean in collaborazione con WA Wright+associates.

Auckland, la città che con più di un milione di abitanti conta il più ampio bacino di popolazione della Nuova Zelanda, si è sviluppata storicamente come il più importante porto del paese, oltre a vantare un’eccezionale attività di pesca, lavorazione e attività di commercio dei prodotti ittici, permessi dalla rara possibilità di affacciarsi su due bacini marittimi distinti. Il profilo del capoluogo è stato quindi sempre caratterizzato dalla massiccia presenza delle attività marittime, pur tuttavia negate alla fruizione degli abitanti, come avviene nella gran parte delle città in cui il mare, quando non è fonte di turismo, genera con le sue infrastrutture una cesura rispetto al centro cittadino.

Se la pratica segue generalmente la tendenza a decentrare le attività produttive per restituire, o meglio “regalare”, alla città un nuovo volto fatto di ampie passeggiate lastricate e periferie costiere un po’ più allargate, i T.C.L hanno deciso di adottare un approccio che marciasse contromano rispetto alle consuetudini: la conservazione e la valorizzazione delle industrie ittiche e l’interpretazione dell’archeologia caratteristica del sito, attraverso i moduli e la matericità peculiari, diventano i due punti cardine entro cui si svolge il progetto di risistemazione del fronte costiero.

Taylor Cullity Lethlean - Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean – Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean - Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean – Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean - Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean – Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean - Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean – Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean - Auckland Waterfront
Taylor Cullity Lethlean – Auckland Waterfront
Your Waterfront Auckland map
Your Waterfront Auckland map

Wynyard Quarter, il distretto da 3,7 ettari interessato dalla riqualificazione, è composto da Jellicoe Street, North Wharf Promenade e Silo Park. Le diverse attività condotte a Jellicoe Harbour  ̶  carico-scarico di container, stazionamento di traghetti, pesca commerciale  ̶ una volta condotte di nascosto alla vista pubblica, costituiscono adesso attrazione portante e parte integrante dell’esperienza del luogo.

North Wharf Promenade e Jellicoe Street sono le due strade parallele che corrono adiacenti all’Harbour e che permettono ai cittadini di fruire in prima persona dei processi industriali che vi vengono svolti, alimentando il senso di appartenenza ad una parte importante del sistema economico su cui si regge la città.

La prima consiste in una passeggiata arredata con sedute realizzate riadattando vecchie casse d’imballaggio: la patina arrugginita e grezza della banchina si pone in contrasto con i dehors di locali e attività commerciali da cui si assiste allo spettacolo quotidiano dell’industria ittica mentre si mangia all’aperto.

North Wharf Promenade before and after © Joelcayford
North Wharf Promenade before and after © Joelcayford
North Wharf Promenade
North Wharf Promenade
North Wharf Promenade
North Wharf Promenade

Jellicoe Street, al contrario, è stata pensata come un’importante asse di viabilità pedonale e ciclabile, lastricata a nuovo e arricchita con vasche di vegetazione sub-tropicale che creano una sorta di “mini-giardini pluviali”: un omaggio all’indigena cultura Maori che, insieme ai camminamenti, incoraggia un’interazione a scala umana tra la strada e l’adiacente mercato del pesce.

Jellicoe Street
Jellicoe Street
Jellicoe Street
Jellicoe Street
Jellicoe Street
Jellicoe Street
Jellicoe Harbour
Jellicoe Harbour

Silo Park, infine, collega North Wharf Promenade con le industrie marine ad ovest. Il parco, ospite di una corposa gamma di attività, strutture ed eventi ricreativi, sorge sulle vestigia di un deposito del cemento. Un grande silos, precedentemente destinato allo smantellamento, è stato invece mantenuto in qualità di landmark e attrazione peculiare del sito. Oltre che con le preesistenze, il programma funzionale si divincola attraverso una grande struttura modulare metallica, risposta evocativa al linguaggio dei manufatti industriali, e grandi vasche per la bio-ritenzione dell’acqua piovana, smaltita nel porto attraverso un sistema a cascata realizzato con blocchi di cemento precompresso reperiti in situ.

Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park cascate
Silo Park cascate
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park
Silo Park

Se il recupero di archeologia industriale è un approccio già sperimentato con successo, ciò che conferisce valore aggiunto nel caso di Auckland Waterfront, a differenza per esempio del Landschaftspark di Duisburg Nord o del Parco Dora di Torino entrambi di Latz+partner, è che in questo caso le infrastrutture tecniche non si configurano solamente come reperti abbandonati cui viene imposta una nuova vocazione d’uso, ma come elemento attivo che mantiene le proprie funzioni originarie, valorizzate da una nuova vitalità, che è quella della vita pubblica che gli si svolge attorno.

L’intervento di rifunzionalizzazione della costa non rappresenta un caso isolato per la quale l’amministrazione locale ha arbitrariamente deciso di spendere ingenti fondi, ma rientra all’interno di un quadro più grande di riforme urbanistiche che mirano a far diventare Auckland “la più vivibile città del pianeta”, secondo le parole del primo cittadino. La città, dal 2010 “super-city”, ovvero governata da un unico sindaco, ha fondato per il proposito la Auckland Council, articolata in altre sotto-organizzazioni tra cui la Waterfront Auckland, committente del progetto e di tutto il processo di riattivazione del fronte costiero ancora in atto. La capitale figura già tra le prime decine di posti in diverse classifiche sulla vivibilità delle città del mondo.

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Fabiola Mele

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