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Aldo Tabellini
Artwort Art Aldo Tambellini – Blackouts
  • Art

Aldo Tambellini – Blackouts

  • 28 April 2015
  • Felice Moramarco

Con Electromedia, una delle più audaci sperimentazioni artistiche del ‘900, Aldo Tambellini si impone sulla scena dell’arte contemporanea, nei primi anni sessanta, come pioniere e precursore di tendenze artistiche ancora attualissime.

Electromedia was the fusion of the various art and media, breaking media away from it’s ‘traditional media role’, bringing it into the area of modern art, bringing the others arts – poetry, sounds, painting, kinetic sculpture – into a time/space reorientation toward media, transforming both the arts and the media.

L’elettromagnetismo è il principio che permette la sintesi delle arti. Le radiazioni dei campi elettrici e le onde magnetiche, attraversano e dissolvono i confini tra le varie discipline artistiche, secondo modalità che a distanza di decenni continuano ad essere al centro della  nuova arte multimediale.
Come in ogni campo elettro-magnetico, anche nell’opera di Aldo Tambellini, gli elementi presenti sono polarizzati su due poli di segno uguale e contrario. La tensione alla polarizzazione si traduce visivamente nella riduzione delle immagini a linee di forza. Il colore è spinto agli estremi dello spettro visivo: bianco e nero, le due forme speculari del silenzio cromatico. Il nero riduce i colori al silenzio negandoli, il bianco annichilendoli.
Ma le tensioni iconoclaste dell’opera di Tambellini, trovano nel nero la loro espressione più appropriata. Il nero è la negazione di ogni forma, luce e colore. La sua incombente presenza, minaccia silenziosamente di far precipitare tutto nel nulla.
La parola “black” si ripete ossessivamente nel titolo dei suoi lavori: Black, Black Film, Black TV, Black Is, Black Trip, Blackout, Black Zero. Tambellini si accanisce sul nero, pretendendo di rendere espressivo ed eloquente ciò che per definizione è inespressivo e silenzioso.  Il nero è comunicativo solo in quanto manifestazione dell’assenza assoluta.

Suspended
over the void
the immense
black space

the silence of
the universe
the infinite sky

how intensely BLACK
how deeper than BLACK
how blacker than BLACK

Nell’opera di Tambellini il nero è più che un colore. Qui il nero estende la sua potenza negativa al di là della luce, fino ad inghiottire spazio e tempo. Si costituisce come una quinta dimensione che fa collassare e nega le prime quattro.

In Teoria estetica Adorno parlava di “ideale del nero”:

Per sussistere circondate da ciò che è quanto mai estremo e cupo nella realtà, le opere d’arte che non vogliono prostituirsi come conforto  devono mettersi sul suo piano. Arte radicale oggi significa lo stesso che cupa, dal colore di fondo nero. […] Nell’impoverimento dei mezzi che comporta l’ideale del nero, se non qualsiasi oggettività, si impoverisce anche il poetato, il dipinto, il composto; le arti più progredite danno slancio a ciò quand’è sul punto di ammutolire.

A volte il nero mostra più di quanto la luce ci dia l’illusione di vedere.

Aldo Tabellini - Black TV
Aldo Tabellini – Black TV
Aldo Tambellini, Black - Electromedia Performance at Black Gate, 1967 - photo by Richard Raderman
Aldo Tambellini, Black – Electromedia Performance at Black Gate, 1967 – photo by Richard Raderman
Aldo Tambellini - Black TV
Aldo Tambellini – Black TV

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Felice Moramarco

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