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UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
Artwort Architecture Come polline al vento – Thomas Heatherwick a Shanghai
  • Architecture

Come polline al vento – Thomas Heatherwick a Shanghai

  • 29 April 2015
  • Marco Ferrari

A pochi giorni dall’inaugurazione di Expo Milano 2015 e in attesa di poter vedere qualcosa di altrettanto interessante, facciamo un passo indietro all’Expo di Shanghai 2000, quando il padiglione inglese vince la medaglia d’oro come miglior design.
Lo studio londinese Thomas Heatherwick si trova davanti alla sfida di progettare un padiglione su una superficie pari a quella di un campo da calcio con un budget molto minore rispetto a quello messo a disposizione dalle altre nazioni: in una corsa alla grandezza, all’impatto e alla spesa maggiore, lo studio propone l’unica alternativa radicale e sensata: tenere lo spazio vuoto. In omaggio alla storica concezione britannica di spazio pubblico, il padiglione si compone di una grande piazza-anfiteatro dalla superficie stropicciata che approccia il corpo principale del progetto da un punto di vista periferico. Concentrando l’attenzione su quest’ultimo, i servizi e gli spazi accessori sono stati destinati sotto i bordi rialzati della piazza e trattati senza particolari attenzioni, senza includerli nel padiglione principale come sempre accade.
L’oggetto alieno e indefinito che galleggia sulla superficie triangolata è il corpo centrale, un parallelepipedo largo 15 m e alto 10 ricoperto da 60000 steli acrilici grigi lunghi 7.5 m, che rivestono totalmente la struttura rossa appena visibile. Il sistema, già sperimentato dai progetti Hairy Building, Belsay sitooterie e Bernards farm sitooterie e ispirato dalla scena di prateria mossa dal vento del film Witness, fa in modo che il perimetro dell’edificio si perda all’interno dell’avvolgente texture, che diventa forma essa stessa, confondendo il perimetro del padiglione con il cielo nella sua indeterminatezza. L’esterno, indefinito, si riflette direttamente all’interno con i lunghi steli, che penetrano reggendo all’estremità interna 250000 semi di specie vegetali, unico elemento esposto nello spazio centrale.

UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick

La Seed Cathedral è il fulcro ideale di un’Expo incentrata su uno sviluppo sostenibile, e Heathewick punta alla radice stessa della questione decidendo di incentrare la mostra sul progetto della Millenium Seed Bank (una raccolta che include il 25% dei semi delle specie vegetali selvatiche) del Kew Garden.
Internamente, le aste flessibili funzionano come fibre ottiche, convogliando la luce diurna verso l’interno oscuro e consentendo di seguire il percorso del sole nel suo spostamento, mentre di notte gli steli si illuminano come  tentacoli luminescenti. Per ottimizzare la distribuzione dei fusti e fare in modo che fossero sempre a distanze uniformi tra di loro e puntassero al punto centrale dell’edificio, ognuno dei 60000 fori nella superficie del padiglione è stato fresato con un angolo differente e impermeabilizzato con un sistema di anelli di gomma e sottili fogli di alluminio. Il rivestimento in Astroturf del ‘tappeto’ esterno ricalca invece lo stesso effetto di morbidezza sfumata e presenta la stessa struttura a fondo rosso e filamenti grigi della Cattedrale dei Semi.
Con il suo carico di pollini, questo tarassaco appoggiato sul suolo di Shanghai è il migliore augurio all’Expo italiana, confidando che possa portare anch’essa un carico di sottile leggerezza.

UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
UK pavillon - Expo Shanghai - Thomas Heatherwick
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UK pavillon – Expo Shanghai – Thomas Heatherwick
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Marco Ferrari

Laureato in architettura ma interessato a qualsiasi altra cosa, ha frainteso la formazione come una scusa per spostarsi dalla Aarhus School of Architecture al Giappone di Sou Fujimoto, dal Cile della tesi all'India di Studio Mumbai. Ha lavorato per Dorte Mandrup, Cassina e Spaces like Actions.

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