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Artwort Art Anche la frutta tropicale suona con i Quiet Ensemble
  • Art

Anche la frutta tropicale suona con i Quiet Ensemble

  • 20 July 2015
  • Martina Bliss

Se bazzichi su Artwort da un po’ sai che ci piace la luce (tanto da dedicarle un BOAW), che abbiamo un debole per le contaminazioni artistiche, che siamo affascinati dalle potenzialità della natura, e che tutte queste cose puoi trovarle in dosi perfettamente equilibrate nei lavori dei Quiet Ensemble.

Giusto per rinfrescarci la memoria:
Quiet Ensemble è un duo artistico che nasce nel 2009 dall’incontro di Bernardo Vercelli, light designer, laureato in scenografia teatrale in Norvegia, e Fabio Di Salvo, che si dedica alla sperimentazione e all’ideazione di opere video interattive utilizzando moderni software di manipolazione audiovideo.
Nei loro lavori la natura incontra la tecnologia e il risultato – che sia un concerto di luci o un percorso luminoso tracciato da chiocciole – è sempre stupefacente.

Abbiamo incontrato già due volte Fabio e Bernardo e oggi li ricontiamo in occasione della loro partecipazione al FRAC Festival per parlare dell’installazione che presenteranno, di quello che si aspettano e di quello che ci aspetta.

Ciao ragazzi, ormai non avete più bisogno di presentazioni su Artwort, ma, per i più distratti, ci spiegate cos’è Natura Morta e in cosa consiste?
Bernardo: Natura Morta è un concerto dove come strumento musicale utilizziamo le microtensioni elettriche contenute all’interno di alcuni frutti. In tempo reale moduliamo le sonorità estrapolate dalla frutta utilizzando dei controller midi e il contatto fisico con la frutta stessa.
Fabio: Sfruttiamo l’acidità dei frutti per poter estrapolare delle sonorità. Ogni frutto ha un tasso di acidità diverso e quindi tensioni elettriche diverse. Così ogni frutto ha caratteristiche sonore differenti. Tutte queste sonorità poi vengono poi trattate e manipolate dal vivo durante la performance.
Estrapoliamo, per così dire, un concerto nascosto presente in natura, inudibile senza l’ausilio della tecnologia.

Il mese scorso vi siete esibiti al Maxxi (in occasione dello Spring Attitude Festival) con una versione inedita di Natura Morta. In che consiste questa “Tropical version”?
B: Nella versione tropicale di Natura Morta abbiamo implementato la stilistica sonora utilizzando come frutta solamente degli ananas. Abbiamo poi aggiunto un ulteriore elemento naturale: delle piante tropicali che fungono da strumenti musicali di supporto ai frutti. Infine abbiamo inserito un set-up luminoso, reso udibile anch’esso durante la performance. Abbiamo quindi un concerto dove la natura e la tecnologia giocano un ruolo di pari livello e dove il nucleo sonoro che le caratterizza è l’energia elettrica.
F: Abbiamo sviluppato il progetto portando in scena solamente ananas, piante tropicali e luci. Dopo aver sviluppato il progetto “The enlightenment”, in cui a suonare erano dei corpi luminosi, da fari teatrali a luci neon a luci stroboscopiche, abbiamo realizzato questo esperimento fondendo i suoni elettrici naturali della frutta con i suoni elettrici della luce. Le piante invece le utilizziamo per modulare alcuni effetti sonori che applichiamo ai flussi audio.

Un fluido, un colore, una forma. Se poteste estrapolare il suono da uno di questi tre elementi, quale scegliereste?
B: Sarebbe interessante estrapolare liquido, forme e colori dai suoni..
F: Indubbiamente un colore. La sinestesa è un argomento che ha affascinato tanti nel passato con risultati interessanti, anche se la relazione tra suono e colore è sempre arbitraria. La scena finale di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” ne è un esempio divertente.

Questo mese vi esibirete al FRAC Festival insieme a personalità nazionali e internazionali. Quale artista siete più curiosi di vedere all’opera?
B: Mi incuriosisce il lavoro di Gemis Luciani. Personalmente mi colpisce l’approccio che ha con la profondità e il colore di un materiale che apparentemente è privo di profondità e colore.. la carta.
F: Sono curioso di ascoltare il nuovo live del progetto Plaster. Hanno un’ energia dal vivo gigantesca. Ci aspettiamo grandi cose!

Nuovi progetti in cantiere? Ce lo chiediamo da affezionati per sapere quando sarà la prossima volta che parleremo di voi.
B: Stiamo lavorando ad una nuova produzione che ha come fulcro di ricerca il riflesso. Riflesso inteso come luce inevitabile dei corpi, come l’essenza vitale di un oggetto proiettata altrove, un’ombra luminescente che si nota solamente con la coda dell’occhio. Ci intriga l’universo di luci, colori e suoni inevitabili che i corpi generano inconsapevolmente sul mondo, colorandolo di impercettibili sfumature e sonorità evanescenti.
F: Stiamo sviluppando un progetto in cui riflessioni di luci e sonore si fondono in un unica entità. Riflessioni luminose generate da riflessioni sonore e viceversa. Risonanze, echi e riverberi luminoso/sonori coloreranno l’ambiente con suoni e colori attraverso l’utilizzo di diversi materiali. Abbiamo già prodotto una prima piccola parte in Olanda nel corso di una residenza artistica, e nel corso dei prossimi mesi proseguiremo con la ricerca. Non abbiamo ancora una data di presentazione, ma vi terremo aggiornati!

Nell’attesa di vedere realizzata quest’ultima idea, torniamo a farci emozionare al FRAC Festival.

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Martina Bliss

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