Il Museo d’arte della Svizzera italiana dedica una grande retrospettiva ad Antonio Calderara proseguendo la riflessione su alcuni momenti e figure che hanno segnato la storia della pittura moderna e contemporanea. L’esposizione, curata da Elio Schenini e inserita nell’ambito della programmazione insieme alla mostra dedicata a Paul Signac, instaura un dialogo tra due artisti di primo piano della storia dell’arte del Novecento che hanno concentrato la loro ricerca attorno al tema della luce.


L’ultima sezione della mostra, realizzata grazie alla collaborazione con la Fondazione Antonio e Carmela Calderara, è costituita da opere provenienti dalla Collezione Calderara , opere che l’artista ha raccolto attraverso una fitta serie di scambi con artisti a lui legati da rapporti di amicizia o di stima, quali Josef Albers, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Yves Klein, Dadamaino, François Morellet, Max Bill, Jan Schoonhoven, Almir Mavignier e Reimer Jochims.
Così scriveva a Virgilio Guidi:
“Caro Guidi, non appena mi verrà libera una casetta davanti alla mia casa di Vacciago ho in animo di raccogliere la mia collezione, circa 80 opere di avanguardia”.
La collezione, completata nel 1976, ancor oggi è conservata nella casa–museo di Vacciago d’Ameno e comprende 271 opere di 133 artisti diversi. Nella primavera del 2017 il Kunstmuseum Winterthur riprenderà parzialmente la mostra, concentrando la sua attenzione sulla ricezione dell’opera di Calderara al Nord delle Alpi.
La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Skira con testi critici di Elio Schenini, Hans Rudolf Reust, Paola Bacuzzi ed Eraldo Misserini. Prefazione di Marco Franciolli, direttore del Museo d’arte della Svizzera italiana.
Antonio Calderara. Una luce senza ombre
A cura di Elio Schenini
LAC Lugano Arte e Cultura
Piazza Luini 6, Lugano
dal 2 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017

