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Artwort Design La precisione della semplicità – Intervista a Norm Architects
  • Design

La precisione della semplicità – Intervista a Norm Architects

  • 20 September 2017
  • Fabiana Dicuonzo
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– Switch to page 2 for english version –

Il gruppo di architetti scandinavo Norm Architects ha ereditato l’espressione dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry

“Perfection in design is achieved, not when there is nothing more to add, but when there is nothing left to take away”

trasformandolo nella riflessione più personale in cui “la perfezione si manifesta nel momento in cui non c’è più nulla da aggiungere né da togliere”. All’insegna di una semplicità minimalista nel campo poliedrico dell’industrial design, l’architettura, la fotografia e la direzione artistica, il trio di architetti, composto dai fondatori Jonas Bjerre-Poulsen e Kasper Ronn, accompagnati da Linda Korndal, trae ispirazione dal cuore della tradizione scandinava per generare qualcosa che sia durevole nello spazio e nella memoria. Il loro intento è creare architetture, arredi e oggetti senza tempo, dei classici del design dall’antica qualità artigianale e dalla moderna forma “senza-stile”. L’attenzione per il dettaglio disarma anche lo sguardo meno attento con una purezza delle linee nata dall’estrema precisione che lascia libero spazio alla parola semplicità. Un continuo oscillare alla ricerca dell’equilibrio tra la ricchezza e la restrizione, l’ordine e la complessità.

Norm sta per norma o normale?
Forse per entrambi? Il norme Norm è stato scelto perchè consideriamo più importante lavorare con le tradizioni e le regole esistite e rifinite durante i secoli piuttosto che cercare qualcosa di NUOVO.

In che modo la tradizione influenza il vostro lavoro?
In quanto designer scandinavi, siamo sulle spalle di alcuni dei migliori designer e cerchiamo di lavorare secondo gli stessi principi. Il nostro obiettivo è renderlo una virtù per creare un design durevole e proficuo. Il design non deve essere solo “calorie facili da consumare” e non dovrebbe nemmeno essere nuovo solo per essere nuovo. Vogliamo che i nostri progetti non siano costituiti solo da buoni materiali e da una buona lavorazione artigianale, ma che incarnino la bellezza, la storia e, soprattutto, che sopravvivano alle frenetiche tendenze.

STAND
STAND

Che cosa è la semplicità?
Rendiamo le cose semplici chiedendoci perché? Perché dovremmo creare questo? Perché esiste la necessità di questo prodotto? Perché la gente dovrebbe comprarlo? Perché dovrebbe conservarlo? Quando ti poni la domanda “perché?” ti apri a dimensioni più profonde e imbocchi la strada per creare prodotti veramente durevoli.

KINFOLK GALLERY
KINFOLK GALLERY

Raccontateci del lavoro per il nuovo ristorante italiano Cofoco a Copenaghen.
Con “Italy” abbiamo esplorato l’equilibrio tra l’ignoto e il familiare. Creare un’atmosfera italiana, ma vista da una mentalità scandinava. Con le sue semplici pareti gialle douce e ultra-opache e le calde note azzurro blu nella tappezzeria, i riferimenti interni si ispirano all’architettura classica dell’Italia meridionale, eppure le tonalità vengono utilizzate in una semplice architettura senza no-sense con pavimenti in legno, panchine e tavoli dell’impresa danese, Dinesen – tipica di Norm e del nostro patrimonio scandinavo. Volevamo abbracciare la mentalità italiana. L’atmosfera è calda, invitante, piena di vita e di gioia, ma allo stesso tempo tradotta in motivi interni con cui i Danesi possano relazionarsi. Nel nostro clima scandinavo la sensazione dell’accoglienza è molto importante. Molti ristoranti autentici italiani sono semplici e nitidi. “Italy” tuttavia è stato pensato con le qualità proprie scandinave, quindi anche se l’intenzione è la stessa – il risultato è diverso.
Per assicurare che il concetto italiano sia vitale in diverse località senza diventare generico, abbiamo lavorato con una serie di archetipi spaziali: la Nicchia, il Passaggio, il Cortile e la Sala. Ognuna delle aree ha una tavolozza di colori armoniosa, creando diversi stati d’animo e adattandosi a restrizioni contestuali differenti. Ogni ristorante diventerà uno spazio abitato da molteplici storie intrecciate e correlate a formare un universo ispiratore ed estetico per tutti i sensi.

ITALY. Cofoco’s new restaurant
ITALY. Cofoco’s new restaurant

Quali sono i punti in comune tra il design italiano e quello scandinavo?
Credo che i punti in comune si manifestino nel rispetto dell’artigianato e nei materiali, oltre alla comune attuale attenzione nei confronti della tradizione degli anni ’20 e ’30.
Il design scandinavo però è influenzato dal clima e dal fatto che viviamo la maggior parte del nostro tempo in ambienti chiusi, il che significa che invitiamo amici a casa piuttosto che incontrarci in luoghi pubblici, e ciò rende la nostra casa un’estensione della nostra identità così come le auto, gli orologi e i vestiti sono lo status symbol di molti paesi mediterranei. Ma il design scandinavo è anche influenzato dalla tradizione contadina e da una storia di povertà. Mentre le persone che vivono nel Mediterraneo già da migliaia di anni hanno sperimentato il design, l’architettura e l’ornamento, gli scandinavi lavoravano i campi progettando solo buoni utensili per necessità e che in qualche modo sono stati ereditati nei tempi moderni. Ultimamente il governo in Scandinavia ha democratizzato il design implementandolo alla sfera pubblica e a tutti gli aspetti della vita. Ciò ha permesso una grande influenza nella comprensione e nell’approccio al design quale concetto anche nei paesi nordici.
Detto ciò, credo che la tradizione del design scandinavo è per certi versi solo una versione del modernismo europeo continentale così come è applicabile in tutti i paesi e le culture. La cosa che rende il design scandinavo originale è il focalizzarsi sulla funzionalità, incontrando un bisogno reale in molti modi legato alla natura nelle forme e nei materiali. Ha una certa delicatezza umana nella sua altrimenti espressione minimale. Ma attualmente si possono trovare queste qualità in molte altre culture nel mondo –  nel design tradizionale giapponese, nella cultura Shaker degli US, nel movimento inglese dell’Arts and Crafts, ecc. Quindi penso che il design scandinavo sia universale e funzioni ovunque, un po’ come il cibo italiano.

WIRE POT

I vostri campi d’azione sono molto estesi, dall’architettura all’industrial design alla fotografia. Qual è il ruolo dell’arte?
Il confine tra arte e design è sottile e penso che cresciamo come designer quando lasciamo spazio alla libertà di tanto in tanto, utilizziamo il nostro linguaggio del design nel modo in cui fotografiamo – è sempre un trovare l’essenza di un una certa storia per poi esprimerla.

CHAMFER

Avete progettato una cucina in collaborazione con Reform usando gli armadietti da cucina IKEA. Dov’è il limite tra i mobili D.I.Y. e un design di alta qualità?
Suppongo che dipenda dalla qualità del progetto D.I.Y.,  ma ciò che era interessante di questa collaborazione era ovviamente creare qualcosa di bello, conveniente, ma soprattutto soddisfare le esigenze individuali del cliente, che è esattamente quello che IKEA e Reform propongono.

REFORM
REFORM

La vostra visione sembra ricordare la Secessione di Vienna dove l’arte, l’architettura e il design lavorano insieme. Avete mai sperimentato il design tessile?
Sì, ci piacerebbe: abbiamo progettato letti e piumini per un cliente ed è interessante lavorare con i tessuti perché ti permettono di fare esattamente quello che ci stai suggerendo, attraverso le nostre discipline e la nostra comprensione del materiale, della forma e della grafica. Abbiamo realizzato anche una collezione di cuoio per Sorenseleather per il quale lavoriamo come direttori creativi.

KINFOLK GALLERY
KINFOLK GALLERY

E la moda?
Non abbiamo mai pensato alla moda, in ogni caso al momento stiamo realizzando una coppia di articoli in pelle. Ma in generale, la nostra passione nel creare design che duri nel tempo comporta un diverso modo di lavorare con un processo più lungo della moda.

Quali sono i lavori attualmente sulle vostre scrivanie?
Stiamo lavorando su forse 20 progetti contemporaneamente su prodotti, mobili e architettura e interni. Un hotel boutique in America centrale, un ristorante di sushi a Londra, una casa estiva in Svezia e numerosi oggetti per la casa e mobili.

NORM ARCHITECTS – Linda Korndal, Jonas Bjerre-Poulsen e Kasper Ronn
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Fabiana Dicuonzo

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