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Artwort Photography Behind The Cover – Nicolas Poillot x The Blaze
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Behind The Cover – Nicolas Poillot x The Blaze

  • 5 December 2018
  • Tommaso Mauro
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– Switch to page 2 for english version –

Nicolas Poillot vive e lavora a Parigi. Si occupa di moda, fotografia, graphic design e musica e ha collaborato con innumerevoli brand e band internazionali. Nel 2012 ha co-fondato Études, un studio ibrido che, come dichiara nel sito web, è un’esperienza globale di cultura visuale, dall’abbigliamento all’editoria.
Tornando alle sue collaborazioni con il mondo della musica, Nicolas è stato direttore artistico di diversi lavori dei The Blaze, il duo parigino dei cugini Guillaume e Jonathan Alric che ha iniziato ad affermarsi nel mondo con meravigliose canzoni e video musicali sorprendenti.

Heaven – © Nicolas Poillot
Heaven – © Nicolas Poillot

Sei stato il direttore artistico dei primi lavori dei The Blaze: hai lavorato su Territory e sul singolo Heaven. Hai lavorato anche a tutte le componenti visive delle loro scenografie live. Com’è nata la tua collaborazione artistica con Guillaume e Jonathan?
In un modo molto semplice: il loro manager Emmanuel Barran è un amico. Avevamo già lavorato insieme per la sua precedente etichetta discografica (Bromance Records).
È abbastanza divertente perché ho scoperto il video di Virile quando è stato pubblicato e gli ho scritto per dirgli che stavo dando un’occhiata e trovavo che questo lavoro fosse davvero forte, che lo era musicalmente, visivamente, una specie di osmosi, pur rimanendo davvero semplice.
Mi ha chiamato qualche giorno dopo per dirmi che aveva incontrato i The Blaze e che il duo avrebbe firmato per la sua nuova etichetta Animal 63. Allo stesso tempo voleva sapere se ero interessato a lavorare con lui alla direzione artistica del progetto.
Il caso lo ha voluto.
Poi ho incontrato Jonathan and Guillaume, con i quali tutto è andato molto bene perché abbiamo molti riferimenti in comune, credo, e una visione abbastanza simile dell’immagine come regola. Loro si fidano di me, penso, e questo gli ha permesso di concentrarsi sui video e sulla musica.

Parlando invece del tuo lavoro, come hai scelto l’immaginario per Territory? Quali elementi volevi sottolineare e perché?
Le cose si sono imposte da sole.
Noi abbiamo pensato a un visual per l’Ep e Jonathan and Guillaume hanno realizzato il video in parallelo.
Quando finalmente sono riuscito a vedere il video per la prima volta, mi ha colpito a tal punto che non potevo non usare un’immagine di questo capolavoro. C’erano delle foto del video e ovviamente ho scelto l’immagine del gruppo che corre sulla spiaggia perché mi piace quello che rappresenta e la forza che trasmette.

Territory – © Benjamin Loyseau (Photography) & Études (Artistic Direction)
Territory – © Benjamin Loyseau (Photography) & Études (Artistic Direction)

I video dei The Blaze sono straordinari, non c’è altro da aggiungere, tutto è semplicemente perfetto: dalle location, ai personaggi, ai costumi, fino agli oggetti di scena. Per promuovere i loro video hai scattato delle fotografie durante le riprese. Com’è lavorare dietro le quinte? È difficile catture l’atmosfera che poi caratterizzerà i video?
È un esercizio interessante.
Sono piuttosto libero in quello che voglio fare. Quindi evito di rifare la clip tramite il prisma della foto che non è interessante per nessuno. Provo semplicemente a reinterpretare ciò che vedo sul set per dare una visione più personale pur rispettando il lavoro e l’universo dei THE BLAZE.
E faccio la stessa cosa anche quando lavoro per i loro live.

Behind the scenes of The Blaze’s ‘Heaven’ video – © Nicolas Poillot
Behind the scenes of The Blaze’s ‘Heaven’ video – © Nicolas Poillot
Behind the scenes of The Blaze’s ‘Queens’ video – © Nicolas Poillot
Behind the scenes of The Blaze’s ‘Queens’ video – © Nicolas Poillot
Behind the scenes of The Blaze’s ‘Queens’ video – © Nicolas Poillot
Behind the scenes of The Blaze’s ‘Queens’ video – © Nicolas Poillot

Mi sembra che in Francia, molto più che in altre nazioni europee, ci sia una forte attenzione per tutte le componenti del progetto artistico.
Graphic design, moda, video, visuals: nulla sembra essere lasciato al caso. È solo una mia impressione? Oggi giorno è possibile ignorare questi strumenti, specialmente in un progetto musicale?

Dipende, per esempio, direi che gli inglesi sono meglio in quest’area, più impegnati nel loro lavoro. Ma è una questione di punti di vista. Per quanto riguarda la musica, infatti, ci sono alcune entità o alcune etichette francesi che fanno cose bellissime ma, secondo me, stanno diventando sempre più rare…
Non penso ci siano regole ma, come hai detto, è difficile ignorare questi strumenti. Il visual è una componente essenziale degli strumenti di marketing dell’industria musicale di oggi: puoi farne a meno ma in definitiva rafforza il suono.

Finiamo con la nostra domanda di chiusura rituale: qual è la copertina migliore di sempre?
Ce ne sono tante…
Ma istintivamente, quando la vedo dico a me stesso che avrei tanto voluto essere io l’autore della copertina di The Next Day di David Bowie.

The Next Day – © Barnbrook
The Next Day – © Barnbrook
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Tommaso Mauro

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