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Elsa Schiaparelli and the Art of Perfume – 3 iconic collaborations

  • 18 September 2025
  • Valentina Anzaldi
2 di 2

– English version on page 1 –

Nata a Roma il 10 settembre del 1890, Elsa Schiaparelli è stata una delle donne più influenti e rivoluzionarie che hanno contraddistinto il mondo della moda durante il Novecento. Fin dalla giovane età, la stilista ha dimostrato una personalità fuori dagli schemi e uno spirito irrequieto che l’hanno spinta a esplorare il suo io artistico: in quegli anni, desiderava fortemente diventare attrice e nel 1911 pubblica una raccolta di poesie sensuali intitolata “Arethusa”.
Conosciuta universalmente per l’omonima azienda di moda fondata nel 1927 all’interno del suo appartamento parigino, la Maison diventa famosa in un solo anno, dopo con l’apertura di atelier, uffici e saloni. Elsa Schiaparelli è considerata una vera e propria artista della moda, caratterizzata da uno stile audace e innovativo che l’ha portata, nel corso degli anni, a sfidare le convenzioni spesso con un tocco di provocazione.

 

Il suo lavoro non si limita alla realizzazione di abiti, ma ha esplorato anche il mondo degli accessori e dei profumi, in un continuo processo di sperimentazione. Nel corso della sua carriera, ha avuto l’occasione di incontrare e collaborare con alcune delle personalità più audaci e visionarie del panorama artistico e fotografico del XX secolo. Questi confronti hanno esteso i suoi margini espressivi e dato vita a progetti lavorativi che hanno spaziato dallo studio dei tessuti all’elaborazione di accessori, dallo sviluppo di flaconi per i profumi al disegno di capi di abbigliamento.

 

“Lavorare con artisti come Bebe Bérard, Jean Cocteau, Salvador Dalì, Vertès, Van Dongen; e con fotografi come Hoeningen-Huene, Horst, Cecil Beaton e Man Ray dava un senso di esaltazione”.

 

Elsa Schiaparelli and Salvador Dalí, circa 1949. Image Rights of Salvador Dalí reserved. Fundacio Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2017

 

Tra le sue collaborazioni più importanti, tra gli anni ’20 e ’50, spiccano quelle con Jean-Michel Frank, Leonor Fini e Salvador Dalí, che diedero vita a cinque profumi iconici, capaci di riflettere la personalità di ciascun artista.

Jean-Michel Frank
Nel 1934 nascono “Salut”, “Schiap” e “Soucis”, risultato del lavoro con il designer francese.
I due si conoscevano da qualche anno: dal 1928, Elsa Schiaparelli aveva incaricato Frank di decorare la sua prima boutique nella Rue de la Paix, e successivamente, il suo appartamento sul Boulevard Saint Germain e quello in Rue Barbet-de-Jouy. Nel 1937 il celebre decoratore viene incaricato di allestire la prima boutique di profumi della stilista: per tale occasione, Frank progettò una gabbia per uccelli in bambù dorato, sostenuta da una struttura metallica e impreziosita da fiori colorati realizzati a mano, ideata per esporre le fragranze della Maison.
Le bottiglie di vetro, ideate dal designer francese, ospitano tre fragranze pensate per accompagnare altrettanti momenti della giornata.

I 3 design, pionieristici per l’epoca, rappresentano una modernità radicale che quasi sfida i codici del lusso tipici dell’epoca come succede con la fragranza “Salut”, fresco e floreale, contraddistinto da una forma trapezoidale e una custodia rettangolare in sughero, un materiale umile che contrastava apertamente i codici del lusso tipici dell’epoca, mentre “Schiap”, floreale e speziato, e “Soucis”, legnoso e talcato, sono contenuti in una boccetta di vetro con chiusura sferica.

 

Advertising for the perfume “Salut” by Schiaparelli. L’Illustration, 22 avril 1939, from Schiaparelli archives
“The Cage” in Schiaparelli perfumes store. Jean-Michel Frank from Schiaparelli archives.

 

Leonor Fini
Negli anni Trenta del Novecento a New York, numerose figure frequentavano la scena artistica, una di queste era Leonor Fini, pittrice argentina autodidatta che spicca per il suo carattere eclettico ed estremamente libero. Pur mantenendo stretti rapporti con gli artisti surrealisti, tra cui Max Ernst, rifiuterà sempre di far parte del gruppo, preferendo mettere al centro la propria unicità. A New York, Leonor Fini conosce Elsa Schiaparelli, grazie alla mediazione di Christian Dior.
Nel 1937 la pittrice progettò la bottiglia e la confezione del profumo “Shocking”, lanciato lo stesso anno dalla stilista, dalla fragranza talcata e muschiata contenuta in un flacone ispirato alle forme del corpo dell’attrice hollywoodiana Mae West. La forma ricorda un manichino da sarta, con un nastro intorno al collo sigillato con la lettera “S” circondata da piccoli fiori.
La parola scelta per battezzare questo profumo, Shocking, è anche il nome che Schiaparelli diede all’iconica tonalità di rosa che contraddistingue il brand. Come lei stessa afferma nella sua autobiografia, ha ‘dato al rosa la forza del rosso, trasformandolo in un rosa irreale’, rendendo un colore solitamente delicato un nuovo ‘colore scioccante, puro e non diluito’, carico di forza e carattere.

 

“Shocking”, photo via Domus

Salvador Dalì
La Parigi degli anni ’30 era una delle mete più ambite dagli esponenti del mondo artistico del tempo: caratterizzata da un’atmosfera vibrante e una movimentata vita mondana. In questo periodo Salvador Dalì entra in contatto con i pittori surrealisti parigini grazie a Joan Miró. Nel pieno della sua ascesa, tra luci e ombre, Dalí incontra Elsa Schiaparelli nel 1934, anno in cui la stilista appare sulla copertina di Time, diventando la prima donna a comparire sulla rivista.

TIME – The Weekly Newsmagazine. Cover – Aug. 13, 1934, No. 7 – The Valut

 

Caratterizzati entrambi da una personalità visionaria e stravagante, i due si ritrovano a collaborare unendo creatività e unicità nella realizzazione dell’“abito aragosta”, dal colore rosso intenso che contrasta con una candida seta bianca. Si tratta di una collaborazione che lascia il segno e decreta Schiaparelli, secondo il gallerista surrealista Jean Levi, l’unica stilista a interpretare con successo il surrealismo. Così, consapevoli che il talento dell’uno avrebbe completato quello dell’altro, nel 1947 presentano la bottiglia del profumo speziato e vanigliato “Le Roy Soleil” dal design rivoluzionario: un sole di vetro dai raggi taglienti e dalla texture rugosa come roccia erosa dal mare, con rondini al centro che formano un volto.

 

“Le Roy Soleil” – via Pinterest
“Le Roy Soleil” perfume bottle by Schiaparelli, 1946. ©Salvador Dalí. Fundacio Gala-Salvador Dalí, Artists Rights Society (ARS), New York 2017; Courtesy of © Schiaparelli archives

Elsa Schiaparelli, dunque, ha saputo riscrivere le regole della moda e non solo, trasformando la sua eccentricità in un linguaggio unico, dove eleganza, arte e moda si fondono in un’estetica sognante.

Sui profumi:
Schiap
Soucis
Salut
Shocking
Le Roy Soleil
Fonti
www.schiaparelli.com
www.salvador-dali.org
Schiaparelli e il surrealismo – Google Arts&Culture
Francesco Pastore, Elsa and the artists, in “Sotheby’s
“Enciclopedia delle donne” – Elsa Schiaparelli -Maria Stivanello,
Artribune – Lara Gastaldi, Tutto il surrealismo nella moda di Elsa Schiaparelli, l’artista che creava abiti
“Enciclopedia delle donne” – Leonor Fini – Giulia di Santo
Elle – Daniela Ambrosio, La storia di Leonor Fini, tra le artiste più enigmatiche del Novecento
Elle – Daniela Ambrosio, Non solo moda. La storia pazzesca di eccessi e trasgressioni tra Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì
Harper’s Bazaar – L’abito aragosta di Elsa Schiaparelli, una dichiarazione d’amore dell’arte – Margherita Meda
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Valentina Anzaldi

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