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Coco Brun racchiude in sé molte sfaccettature, come i suoi lavori. Artista multidisciplinare nata in Bretagna, viaggiatrice instancabile – citiamo ricerche sul campo in Italia, Messico e Indonesia – appassionata della natura, indaga continuamente per nuove ispirazioni, idee, suggerimenti e tecniche.

Coco si può anche definire pregiata ricercatrice, antropologa – che raccoglie memorie di siti attraverso odori, pigmenti e frammenti botanici – continuamente a contatto con professionalità legate all’artigianato, ad esempio collaborazioni con chimici e attori del settore olfattivo, e non solo.
“Attraverso lo studio di tracce e vestigia, esploro la bellezza del declino di un territorio. Piuttosto che illustrare direttamente le crisi ambientali, cerco di creare spazi dove meraviglia e inquietudine coesistono, sondando le tensioni della nostra condizione contemporanea. Sono profondamente grata a questi artigiani e alle istituzioni il cui sostegno rende possibile questo lavoro.”

Il progetto Mineralis – Astrazione. Colonizzazione. Inversione. esamina i siti estrattivi come sistemi geologici alterati, ritenendo necessario ripensare il nostro rapporto con l’estrazione, partendo dal presupposto che ormai i minerali sono una scarsità. Viene analizzata, quindi, la tensione tra degrado industriale e rigenerazione cristallina.
Le opere di Coco partono proprio da questa constatazione: l’utilizzo di materiali abbandonati o riciclati nati dallo sfruttamento minerario come alluminio, ottone e ossidiana. Non si tratta di un restauro ma il porre in evidenza la tensione tra degrado e rigenerazione.
Così nascono le sue sculture che posseggono la sofisticata sinteticità delle opere d’arte. Un cilindro in ottone definisce la gravezza del materiale mentre le formazioni cristalline che si sviluppano tutt’intorno regalano luminosità all’opera.
Ciò che era stato estratto diventa superficie di rigenerazione.
Uno spazio minimalista, quasi lunare, dove i materiali si mostrano in una luce diafana che accentua quella sensazione di essere, forse, su di un altro pianeta.

Una interessante scheda esplicativa – presente anche in tutti gli altri suoi progetti – illustra le diverse fasi della lavorazione:
Materiali & Processi
– Stratificazione: Incisione multistrato su alluminio che evoca i sedimenti geologici.
– Risonanze geologiche: Crescita cristallina su metalli industriali riciclati.
– Argentatura: Tecnica di argentatura del XIX secolo applicata all’ossidiana grezza.
– Piedra y Cristal: Vetro soffiato fuso su roccia e cristalli tramite shock termico.
In Exotic Exodus – Spostamento. Adattamento. Sopravvivenza. – il progetto ideato e in parte realizzato durante residenze a Sumba e in Messico – si esplorano gli spostamenti forzati delle specie in un contesto di globalizzazione e mutazioni climatiche.
Concretizzato attraverso l’analisi della materia – fibre animali come seta e lana; scarti tessili di lusso, tinture naturali – Cocoon di vetro incapsulano fili metallici e tessili; pelli incise riproducono i motivi alari di specie scomparse; esoscheletri ibridi ricompongono insetti che non esistono più.
Il fine non è per illustrare la natura ma come testimonianza dello sradicamento e l’adattamento forzato dell’essere vivente.
Sono manufatti sorprendenti per tonalità di colori, sfumature e perfetta realizzazione. Pennellate di colore che regalano colori e sfumature sorprendenti.
Landscape Memories sviluppa un approccio di archivio sensibile di paesaggi in trasformazione, analizzando la progressiva scomparsa dei territori nell’era dell’Antropocene.
Il progetto si basa su rilievi fotografici e pittorici realizzati durante residenze, tradotti in sculture, rilievi e ricami. Forme cave trattengono un’impronta olfattiva sottovetro; cornici minerali e superfici tessili materializzano strati ed erosioni.
Altre immagini evidenziano la creatività di Coco Brun, sempre legata ad una approfondita ricerca. La vediamo all’opera mentre realizza delle vere opere d’arte; pennellate di fili variopinti vengono a comporre degli arazzi che rappresentano il lungo percorso di studio che si cela tra le sue elaborate opere.
Dopo la laurea in Belle Arti e Arti Applicate conseguita a Parigi, Coco Brun definisce il suo stile – un caleidoscopio di interessi tra arte, artigianato tradizionale, tecnologia digitale… – anche grazie all’esperienze accumulate durante i suoi lunghi viaggi per il mondo, in particolare Messico, Indonesia e Italia dove partecipa anche a workshop e residenze artistiche. Ha partecipato a svariate collaborazioni creative con artigiani ed artisti affinando la sua arte, ha ricevuto commissioni e i suoi lavori sono esposti – tra cui edizioni limitate per gallerie e marchi di lusso – in diverse mostre collettive e biennali in Europa e America Latina, dal Palais de Tokyo alla Milano Design Week e alle fiere d’arte di Città del Messico.














