“En un momento cultural en que la densidad del ruido es enorme apuesto por la arquitectura que actúa en silencio, serenamente, sin llamar la atención.”

Così descrive la sua architettura Elisa Valero Ramos, architetto e professore ordinario di progettazione  presso la Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Granada.

Autrice dei libri “La materia intangible. Reflexiones sobre la luz en el proyecto de arquitectura” e  “Diccionario de la Luz” in cui esprime massimo interesse per  l’elemento modellatore dello spazio: la luce, parlandone come di un bisogno ancestrale dell’uomo. Partendo dal mito di Prometeo, rivela come l’uso consapevole della luce, sia una nota importante per la costruzione in architettura.

La luce diventa l’elemento unificatore di tutto il lavoro e il pensiero di Elisa Valero, è ciò che scolpisce lo spazio caricando le opere di matericità e concretezza.

Casa Bioclimatica a Granada, è un valido esempio di come la luce sia stata domata dall’architetto divenendo la protagonista indiscussa della scena, tanto da rendere il contesto una pura scenografia estremamente valorizzata dall’attrice principale.

Elisa Valero si inserisce in un contesto storico consolidato con il suo intervento. Alla città viene mostrato un semplice muro bianco  dichiarando l’introversione del progetto.

Lo spazio interno, come ogni casa tipica di Granada, si articola attorno ad un vuoto che diventa cuore e fulcro del focolare domestico e del progetto stesso.

A guidare tutto è la luce e la sistemazione ad hoc degli ambienti per tentare di sfruttare al massimo questo elemento di progettazione spaziale. L’orientamento diventa fondamentale anche per la resa bioclimatica dell’abitazione.
È l’obiettivo che l’architetto si prepone: tentare di rendere il progetto il più eco-compatibile possibile sfruttando le risorse esistenti e le fonti energetiche naturali, quindi ritornando nuovamente ad insistere su luce e calore, collaborando ovviamente con una precisione costruttiva, dettata dai dettagli e dalle scelte tecnologiche.

L’importanza della luce, della spazialità, della sacralità degli ambienti e l’attenzione meticolosa per il dettaglio costruttivo e spaziale  si ritrova anche in altri edifici progettati e realizzati dall’architetto, come La casa en Tera, la Viviendas de alquiler en Gojar,l’ Estudio de Arquitectura, il Centro Sociale Polivalente in Lancha del Genil, un Jardin Atraversado o ancora Guardería y Comedor Municipal en los Mondragones. Sono tutti esempi in cui è espresso il forte rapporto dell’architettura con la terra, con le radici, così come afferma nella sua biografia:

“Me interesa la vivienda, el paisaje, la precisión, la economía de medios y de recursos expresivos. No me interesan las modas. Me interesa más la constancia que la genialidad, la coherencia que la composición artística, y entiendo la originalidad como el redescubrimiento del genuino sentido de las cosas. Me interesa la arquitectura enraizada en la tierra y en su propio tiempo. Acepto los condicionantes de la arquitectura como las reglas de un juego muy serio y divertido que procuro jugar con coherencia y rigor.”

Quasi come un’ossessione, in ogni architettura di Elisa Valero Ramos emerge il rapporto inscindibile tra luce, spazio e materia. Questi tre elementi sono legati indissolubilmente da una reciproca dipendenza, la luce definisce la materia che a sua volta rappresenta lo spazio. Questa è l’architettura della Valero, attenta tanto alla spazialità quanto alla precisione e al dettaglio.

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