Se la sfida di convertire un macello di Madrid in un cinema è una di quelle che possono stimolare la fantasia di un architetto e testarne le possibilità espressive, nel Cinema Center a Matadero de Legazpi, CH+QS arquitectos sono andati oltre e hanno arricchito il concetto di spazio cinematografico, intendendolo come un tempio della luce e del movimento, avvolto in bagliori dorati come lampi di una macchina da proiezione che fendono l’oscurità.

L’ampio programma funzionale è stato sviluppato in modo coerente con un approccio all’edificio tanto sottile quanto spregiudicato: una superficie scura neutra percorre tutti gli ambienti, cadenzati dall’aprirsi di improvvisi episodi luminosi, come una sequenza di scene montate in modo sempre variabile. Il progetto, premiato al 2013 Interior Design Excellence Awards e al Great Indoors Awards per la sua capacità di sfruttare e conferire sostanza alla luce e alle diverse gradazioni di oscurità, si materializza in un confronto tra i bagliori dorati e l’ombra.

Le murature in mattoni, rinforzate da elementi portanti in cemento armato e sostenute da un intervento di micropali nelle strutture di fondazione, fasciano la parte superiore dell’atrio di ingresso, definito nella parte basamentale da un rivestimento grigio scuro in legno. L’elemento scuro che percorre le pareti stabilisce lo stacco riposante e necessario tra l’intervento contemporaneo e gli attributi della fabbrica esistente, e concorre a creare la necessaria colonna sonora di accompagnamento agli interventi in alzato, sicuramente l’elemento più caratterizzante e di impatto. Le strutture luminose si articolano infatti intorno a una serie di montanti in acciaio che raccolgono e sostengono i fasci di comuni tubi da irrigazione industriali, intrecciati come fossero grossolani elementi di un canestro: la soluzione innovativa basata su questi elementi lineari ripetuti dà coesione allo spazio e si piega alle diverse esigenze, assecondando le caratteristiche di ogni ambiente.

L’archivio, l’ingresso e le varie sale di proiezione declinano il tema in maniera particolare, con le pareti intrecciate in tubi di gomma di diversi colori retroilliuminate a LED che emanano atmosfere diverse, passando dal nero all’oro, dall’arancione al bianco. Il progetto si vota all’esaltazione della luce e della percezione dell’occhio come elementi quasi sacri di un dialogo tra immaginazione e vita che è infondo quello che sperimentiamo tra le visioni fantastiche offerte dai film e l’esperienza concreta in una sala cinematografica.

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