Con Exploring Napoli #1 abbiamo avviato la scoperta della città come – forse – non l’avete mai vista.

In questo secondo numero di Exploring Napoli  faremo tappa all’Ospedale delle Bambole.

L’Ospedale delle Bambole nacque all’incirca verso la fine del 1800 al numero 81 di Via San Biagio dei Librai, Napoli.

A rendere caratteristico quel civico era – ed è tutt’oggi –  il laboratorio dello scenografo Luigi Grassi, personaggio alquanto bizzarro per via del suo aspetto e soprattutto del suo hobby.

Oltre a curare le scenografie di corte, il signor Grassi si occupava del restauro di oggetti di scena e dei relativi pupi, scatenando la curiosità di tutti i passanti fin quando, un bel giorno, una signora si presentò al laboratorio con in braccio una bambola chiedendo al “dottore” di ripararla. Il signor Luigi fu più che lieto di ripararle la bambola e fu da allora che il laboratorio artistico al numero 81 di “Spaccanapoli” divenne un vero e proprio ospedale.

Al giorno d’oggi potremmo sconcertarci al sol pensiero di far riparare delle bambole, ma se si pensa però alle disponibilità economiche di quel tempo arriveremmo a comprendere che una bambola era per sempre e non era sempre possibile comprarne un’altra, una volta rotta quella vecchia.

Attualmente ad occuparsi del laboratorio è Tiziana Grassi, figlia di Luigi, quarta generazione, la quale, insieme ad altri esperti del restauro, lavora per dare vita a oggetti sacri, vecchie e nuove bambole.

All’interno del negozio sono presenti tutte le opere finite, godenti del restauro, un luogo a dir poco magico dove ogni statua ed ogni bambola sembra quasi sussurrare qualcosa; hanno vita propria.

Ma è il laboratorio ad essere di grande effetto: scalpelli e pennelli, occhi e capelli, una vera e propria fabbrica delle bambole con padroni da tutta Europa che attendono vengano curate per poterle riabbracciare.

Per maggiori informazioni sulla storia e le varie iniziative dell’Ospedale delle Bambole visitare il sito.

Photo Gallery di Michele Cordova Illiano.

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