L’estinzione umana nel flusso multimediale – Enrico Boccioletti

La novecentesca questione del “dominio della tecnica”, con i suoi Heidegger, Gehlen, Jünger, si è evoluta nel nostro secolo in “dominio della tecnologia”.

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Questa trasformazione sembra aver avuto effettivamente i caratteri di una evoluzione: la rozza tecnica, avrebbe acquisito il logos, sarebbe divenuta tékhne-logìa, tecnica razionale. L’uomo, d’ora in poi sarebbe stato sottomesso non più a delle semplici macchine, ma a delle macchine “intelligenti”.

La razionalità della tecnica evolutasi in tecnologia si manifesterebbe però solo nell’efficienza ed efficacia dei mezzi e non nell’individuazione dei fini.

È all’interno del mondo tecnologizzato, digitalizzato e virtualizzato che Enrico Boccioletti porta avanti la propria ricerca estetica. I suoi lavori sono una reazione al non senso provocato dell’eccesso di informazioni. Le sue opere sono un tentativo frenetico di organizzare una realtà che eccede, soffocando ogni possibilità di riflessione. Boccioletti tenta di creare dei punti di resistenza a questo potere distruttivo e annichilente.

L’incontenibile flusso di informazioni, di merci, di impulsi, moltiplicati esponenzialmente dalla virtualità e dalla multimedialità ha travolto la fragile linea del senso tracciata nella realtà dall’intelletto umano.

Lacerato tra il reale e il virtuale, tra l’on-line e l’off-line, frantumato dalla multimedialità, digitalizzato, il Sé collassa, fino a perdere il proprio carattere “umano”.

Le composizioni di Boccioletti sono fredde e asettiche, di una staticità e pulizia conturbante. Il rigore formale delle composizioni presenti in Angelo Azzurro o quelle esposte in “Nothing to See Here” (Istituto Svizzero di Roma, sede di Milano, con Adam Cruces, 2013) lascia intravedere le inquietanti incongruenze di una razionalità maniacalmente perfezionista, che è ricaduta su se stessa e non ha più nulla di umano. È una razionalità che sta divorando anche se stessa.

La presenza degli uomini in Content-Aware è appena percepibile, ridotti ad orme evanescenti, sono privati di ogni sostanzialità, completamente assimilati all’ambiente e determinati dagli oggetti da cui sono circondati. Soggetti che credono di possedere oggetti, che in realtà ne sono posseduti. Gli individui ritratti non sono assolutamente capaci di dominare, ma neanche di imporre alcuna separazione tra sé e il mondo, di attestare la propria autonomia individuale.

In Retina, con rabbiosa ironia, Boccioletti strappa le interfacce digitali alla loro dimensione immateriale e le cala nella materia, infierendo, spiegazzando e sgualcendo ciò che solitamente appare assolutamente nitido e luminoso. È l’irruzione del “tocco umano”, il tentativo di cogliere la sfida di una “politica del tempo”, come ci racconta Enrico Boccioletti nell’intervista su Artwort Magazine.

Abbiamo intervistato Enrico Boccioletti e il testo integrale potete trovarlo sul primo numero di AWM.

In the twentieth century, Heidegger, Gehlen and Jünger were very concerned about the theory of “dominion technique”.
Nowaday, the latter has evolved into the “dominion technology” theory. From this moment on, human beings would have been dependent upon “intelligent machines”.

It is not a case that Enrico Boccioletti carries out his aesthetic research within the technological, digital and virtual world. His works represent a reaction against a society overwhelmed by information which refrains individuals from any breathing space and attempts of reflection. According to Mr. Boccioletti, the never ending stream of information and data surfing on the digital space have a destructive power on humans’ brain.
Men’s lives are played simultaneously on the real/virtual and online/offline dimensions.
In Content-Aware, the characters believe to own material objects, but the mere truth is that they have no control over them and they end up being prisoners of their own possessions.
They are neither able to dominate either to make a clear distinction between themselves and the outside world. In other words, they are not able to recognize their own autonomy as free individual.
In Retina, there is a recognizable “human touch”. It is Boccioletti’s attempt to challenge “the political situation of the century”.

The complete interview to Enrico Boccioletti is available on AWM.