L’île d’A. / Pierre-Marie Drapeau-Martin rivive l’Isola di Arturo

La serie L’isola di A. di Pierre-Marie Drapeau-Martin ci coinvolge con immagini scaturite e liberamente ispirate al romanzo di Elsa Morante L’isola di Arturo. Le fotografie, il video, gli scritti descrivono sensazioni, avventure e amori vissuti in prima persona dall’artista, affascinato dalla natura selvaggia e dalla solitudine che un’isola può offrire. Un tour meraviglioso e passionale che accomuna persone, animali, luoghi e oggetti d’uso quotidiano in un caleidoscopio di ricordi legati all’infanzia e all’adolescenza dove si alternano gioco e paura in immagini liete, malinconiche, a volte inquietanti. Nomi evocativi: femmes, private dreams, serpent montagneplante sauvage.

Profondamente coinvolto nei sentimenti per la famiglia e negli affetti per le piccole cose, sono le immagini dedicate alla scoperta di una natura aspra avvolta nel mare quelle che maggiormente ci colpiscono.

Un mare grigio, sommesso, che contrasta con l’allegria di les ado che udiamo ridere durante i giochi nell’acqua.

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Les iles. Un mare grigio verde, soffocante. La salvezza forse è in quelle isole immobili che sentiamo irraggiungibili: essai recherche.

Un mare nero come pece dove si staglia la figura cangiante della donna che affronta il viaggio nel buio della caverna.

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“Tutti i piaceri della bella stagione che, un tempo, mi bastavano, mi sembravano insufficienti e derisori. Non c’era niente che io facessi senza una volontà di aggressione e ferocia. Mi tuffavo nel mare con gesti bellicosi, come un selvaggio che si scagli sul suo avversario stringendo un coltello tra i denti  e quando nuotavo avrei voluto spaccare il mare, devastarlo.”

Così Pierre-Marie Drapeau-Martin descrive la passione per quella natura dominata dal mare, un dominio che vuole infrangere fisicamente con l’aggressività di quel coltello stretto tra i denti pronto a colpire.

“Le diverse tecniche utilizzate fotografia diretta, subacquea, sfocata, notturna, in bianco e nero mostrano un arcipelago di percezioni tra paesaggio, ritratti e natura. Le immagini sono state realizzate nel 2014  e nel 2015 in Italia, Grecia e Turchia.”

L’isola da scoprire come un novello Robinson Crusoe: coeur de pierre, attache montagne.

Le case abbandonate, îles aux Princes, le grenier, i detriti, i resti di di altre vite.

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L’isola di A. che sa donare frammenti del suo essere, le chateau.

Gli oggetti amati: la Medusa capovolta e la carte du ciel per sognare.

Alla fine L’isola di A. sparisce. Diviene un’isola immaginaria, l’isola che non c’è.

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