Proprio in questo istante – Intervista a Grace Ann Leadbeater
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Il profumo delle foglie, invase dal calore del sole di un pomeriggio autunnale. Questo è il sapore intimo e lieve delle fotografie di Grace Ann Leadbeater, giovane artista americana che fa della sua quotidiana realtà, interiore e riflessiva, dei capolavori di sublime poesia.
Delicate, come gli scatti in cui ritrae le persone a lei vicine, sono le parole che accompagnano ogni suo lavoro. Un concentrato di pensieri in fluido divenire che si stagliano come i raggi del sole che invadono i luoghi che vive e ritrae. Un’opera a tutto tondo che coinvolge con il suo animo diretto e sincero.

Un letto sfatto che qualcuno ha appena lasciato, una tenda sottile che nasconde un paesaggio, e la pelle vivida del volto di tutti i familiari sono i soggetti che abitano la sua vita e i suoi scatti.
Tutto è circondato dai luoghi del quotidiano, in una calma eterea la natura diviene partecipe del dialogo con l’uomo: la frutta, ritratta negli interni come natura morta scomposta, i fiori, come la più felice espressione della pacifica relazione con il mondo.

Tutto è mesto, assolutamente ragionato e allo stesso tempo improvvisato come la verità che si manifesta in ogni secondo della nostra esistenza. Questa la filosofia di Grace Ann Leadbeaeter, giovane donna figlia dell’emotività e della nostalgia che si cela proprio in questo istante.

There is this fluidity surrounding me and I can sense it rising with each year, and while I try to bend with it, I tell myself that the now now now is what I want.

Grace Ann Leadbeater si è laureata in Fine Arts presso la Savannah College of Art and Design. Attualmente frequenta il Master of Fine Arts in scrittura alla Columbia University. È cresciuta nella Florida Centrale e vive a Brooklyn, NY.

In Right this very second scrivi: “ Spesso mi accorgo di osservare le cose e pensare “ Tu sei qui, aspettando esattamente questo perfetto istante.” E quindi preferisco lasciare la fotocamera per ricordarmi come fosse quell’istante. So che un giorno mi mancherà tanto”. Leggendo questo prezioso pensiero e collegandolo alle immagini che appartengono al progetto sembra che tu abbia cercato di registrare una memoria delle tue emozioni. Che tipo di ricordi, azioni, profumi ci sono oltre la fotocamera?
Ogni cosa è dietro la fotocamera. Se si può solo ipotizzare che profumo abbiano i mirtilli in una fotografia, solo il fotografo (e chiunque sia presente) può descriverne il ricordo (che sarà sempre leggermente spento), come l’odore della polvere e del sudore abbiamo influenzato il profumo dei mirtilli.
Right this very second verte più sul processo di realizzazione di una fotografia – cosa vedevo, odoravo e sentivo e pensavo. Ma i sensi durante questi momenti ora non sono così nitidi. Ma va bene così. La mia intenzione era principalemente di insegnare a me stessa ad essere più presente; non ero molto interessata al dopo.

I tuoi ritratti suggeriscono un mondo sentimentale e rigoroso che mi riporta al panorama rinascimentale. La Venere di Botticelli e la Primavera indicano una visione nobile ed intima della donna in relazione con la natura molto vicina alle tue serie, soprattutto in Imbued. Qual è la tua visione del corpo nel campo della fotografia e quale movimento artistico potresti definire come un riferimento per i tuoi lavori?
Avevo ventidue anni quando ho realizzato la serie Imbued. In un certo senso stavo facendo luce su come le donne siano instancabilmente messe a confronto con le cose che sono presenti in natura (ad esempio un rosaio, un garofano, una giunchiglia, ecc.). E a me e mia sorella succedeva spesso quando eravamo piccole. L’ho sempre trovato così divertente. Ricordo che una volta un uomo molto anziano mi disse che avevo la bocca di una rosa, urlai: “Non sono una rosa, sono un umano!”
Il corpo nella fotografia sembra senza fine nelle sue possibilità. Nel mio lavoro, sono curiosa di vedere come le persone interagiscono con l’ambiente. Alcune camminano in una stanza e si sciolgono sul divano mentre altre sono più calcolatrici, attente a non arretrare troppo o a poggiare i piedi su quello stesso divano.
Per quanto riguarda i movimenti artistici, osservo costantemente le opere degli Impressionisti e degli Espressionisti. Sono molto ossessionata dal dipinto “Maria” dell’espressionista/fauvista Kees van Dongen. Le pennellate rosso e blu scuro sono ipnotizzanti; i colori non sfumati sembrano lasciarsi andare, sfidando ciò che è già noto. Voglio lavorare di più su questo anche nei miei lavori.

La nostalgia romantica è enfatizzata dai testi che fanno sempre parte dei tuoi lavori. Come un diario segreto cerchi di creare poesie attraverso immagini. Hai delle letture preferite che ti ispirano e influenzano nei nuovi progetti o nelle singole fotografie?
La prima poesia che ho ascoltato di Paolo Neruda era “Se mi dimentichi”. Ero al liceo. Rimasi così scioccata dalla sua immediatezza, dalle sue inesorabili descrizioni. Gli ultimi passi me li ricordo ancora, soprattutto mentre scatto fotografie:

in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

Mi ricorda che tutto è tangibile.

La fotografia è uno strumento anche per la scoperta di se stessi. In che misura il soggetto riesce a risolvere questa domanda?
Avevo l’abitudine di pensare che la fotografia fosse una forma di scoperta. Forse lo è per molti. Ma per me, è solo tanta rivisitazione.

Quali sono i primi passi per un nuovo progetto? Dove trovi la chiave di partenza per continuare?
Parlo delle mie idee con amici molto vicini a me. Parlare di queste cose al mondo mi permette di attualizzarle, diventa un modo per lasciarsi andare. Abbandonare la paura – la paura dell’aspettativa. Ma la mia aspettativa è sempre superata, perché il progetto non si figura mai come me lo ero immaginato (a volte in meglio, a volte in peggio).

Ci potresti raccontare od esporre qualcosa delle tue ultime immagini o serie inedite?
Posso solo anticipare che ora sto lavorando sulle coppie.

Guarda tutti i lavori di Grace Ann Leadbeater sul suo sito o seguila su Instagram.

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