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La crisi greca nella mostra Myths and Rifts
Artwort Photography La crisi greca nella mostra Myths and Rifts
  • Photography

La crisi greca nella mostra Myths and Rifts

  • 27 August 2015
  • Gianluigi Peccerillo

Come spesso accade, l’attenzione dei più viene calamitata da una storia ad un’altra nello stesso tempo che sarebbe necessario ad approfondire l’argomento senza essere preda dei titoloni da prima pagina di siti e giornali. La crisi greca non è nata nei mesi scorsi e non è certo conclusasi, nonostante se ne parli ormai in maniera meno frequente. La mostra Myths and Rifts, organizzata dalla galleria KK Outlet, mette a confronto le opere di Alexis Vasilikos e Stefanos Andreadis per provare a tenere viva l’attenzione su qualcosa che non merita di finire fagocitata nei frenetici aggiornamenti dei feed delle nostre home.

Alexis Vasilikos
Alexis Vasilikos
Alexis Vasilikos
Stefanos - Banknotes
Stefanos – Banknotes
Stefanos - Banknotes
Stefanos – Banknotes
Stefanos - Banknotes
Stefanos – Banknotes
Di seguito, una chiacchierata con Alexis Vasilikos.

Ciao Alexis, sono passati un po’ di mesi dalla nostra ultima chiacchierata. Cos’hai fatto in questo lasso di tempo?
Ho trascorso l’inverno in India, la maggior parte del tempo a Rishikesh dove ho incontrato il mio Guru ed alcuni amici. Prima di questo, stavo lavorando ad un libro con Jérôme Montagne (co-editor di Phases) che doveva essere stampato nel momento in cui hanno iniziato a chiudere le banche in Grecia e così abbiamo deciso di aspettare ancora un po’.
Ora sono sull’isola di Leros con la mia famiglia a casa di mia nonna.

Anche la situazione greca è cambiata notevolmente, anzi, ad essere più precisi, è precipitata drasticamente. Come hai vissuto da cittadino le varie vicende economiche-sociali del tuo Paese?
Ho sentimenti contrastanti riguardo questa vicenda. Inizialmente non avevo alcun tipo di aspettative, conscio che la realtà politica non sarebbe riuscita ad attuare alcun tipo di cambiamento. Successivamente ho iniziato ad interessarmene, provando a capire cosa stesse realmente succedendo e ─ quando l’ho fatto ─ sono tornato sui miei passi, alla mia posizione iniziale. Allo stato attuale posso solo dirti che ne ho abbastanza e che è il momento buono per andare a vivere altrove.

Uno dei primi settori colpiti da qualsiasi crisi è la cultura. Eppure è opinione comune che è proprio da lì che bisogna ripartire. Quale pensi possa essere il contributo che un “uomo d’arte” può dare al proprio Paese?
Sin da quando ho memoria, non ho mai avuto molti soldi quindi la mia situazione non è cambiata di molto. Vivo con poco e questo mi rende felice e grato perché non ho bisogno d’altro. Non so cosa un “uomo d’arte” possa dare al proprio Paese, ma c’è un detto taoista che recita: “He who knows when enough is enough, has always enough”.

Parliamo più nello specifico della mostra. Conoscevi i lavori di Stefanos Andreadis?
Sì, li ho visti da qualche parte, anche se ora mi sfugge il dove, e mi sono piaciuti molto perché mi ricordano aspetti della mia infanzia, sai, lo scrivere sulle banconote. L’intera idea, e di conseguenza la produzione della mostra, è stata realizzata dalla galleria KK Outlet: l’idea portante è la giustapposizione tra crisi e, da un lato, la realtà che ne risente, e dall’altro, ciò che dalla crisi non viene scalfito.

Puoi dirci qualcosa in più sulle tue 20 foto che verranno esposte?
Le 20 immagini sono state selezionate dai curatori ed attingono da varie fasi della mia vita. Anche se sembrano non avere alcun filo di congiunzione, guardandole hanno una coerenza estetica che le unisce.

La mostra si svolge a Londra, non pensi sarebbe molto bello se potesse diventare itinerante e poi restare a futura memoria in Grecia?
Sì, sarebbe bellissimo, anche se organizzare qualcosa in Grecia è molto complesso. Stiamo a vedere come andrà, magari qualcosa verrà fuori.

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Gianluigi Peccerillo

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