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Artwort Art Between light and shadow: The urban painting of Keita Morimoto Page 2
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Between light and shadow: The urban painting of Keita Morimoto

  • 30 March 2026
  • Valentina Anzaldi
2 di 2

– English version on page 1 –

Luci e ombre si alternano nei dipinti di Keita Morimoto, artista giapponese nato a Osaka nel 1990. Trasferitosi in Canada nel 2006, studia presso l’Ontario College of Art & Design per poi ritornare a Tokyo nel 2021 durante il lockdown. Qui inizia a studiare le tecniche e le tematiche della pittura barocca e del realismo americano dei primi anni del Novecento.

La luce è la vera protagonista delle sue opere: illumina e colora insegne di fast-food, cabine telefoniche, vetrine, distributori di merendine, minimarket, quartieri, scritte a neon e negozi che riempiono i paesaggi statici e sospesi nel tempo, trasformando gli spazi urbani più marginali e commerciali in ambienti carichi di suggestione. La luce è un elemento centrale anche nella rappresentazione della natura: si manifesta nei cieli che sovrastano città apparentemente addormentate o sull’orlo del risveglio, nell’imbrunire della sera o nel sorgere del sole.

Morimoto reinterpreta il chiaroscuro utilizzato nella pittura di genere premoderna in una chiave personale, creando ambienti capaci di catturare l’attenzione di chi li osserva.

Evening Embers, 2025, Morimoto

Un esempio è il quadro “Evening Embers” (2025), dove Morimoto raffigura uno scorcio di un quartiere di Tokyo e sceglie come soggetto la vetrina di un negozio, un dettaglio che passerebbe inosservato ai più. Illuminata dall’interno e con qualche lampione acceso sullo sfondo, la vetrina viene interpretata come un portale in linea con l’estetica premoderna secondo la quale il dipinto è visto come una “finestra” capace di trasportarci in un’altra dimensione. Dei frammenti dorati illuminano il pigmento steso sulla tela e riflettono la luce, contrastando le ombre dei colori più scuri che li circondano.

 

Jewel Box, 2024, Morimoto
Detail Jewel Box, 2024, Morimoto
Detail Jewel Box, 2024, Morimoto

Questo dettaglio ritorna anche nel dipinto “Jewel Box” (2024), in cui il soggetto principale è una donna dall’aspetto anonimo che cammina davanti a una vetrina colma di ripiani e oggetti. Avvicinandosi alla tela, si scopre che la superficie è attraversata da una fitta trama di pennellate scomposte, disposte una accanto all’altra, che generano un ipnotico effetto pixellato.

Che si tratti di ambienti interni o esterni, le sue opere raffigurano momenti di vita appena percepibili nella quotidianità. Figure immobili, immerse in un apparente silenzio e in una profonda introspezione, invitano lo spettatore a sentirsi partecipe e presente.

Night Shift, 2025, Morimoto
Tobacco Shop, 2021, Morimoto

Recentemente, le opere di Keita Morimoto sono state esposte presso KOTARO NUKAGA a Tennoz in Giappone nella mostra “What We Telled Ourself”, dove l’artista ha esposto tele di grandi dimensioni e condiviso con il pubblico la sua prima installazione fisica dal titolo “Encounter” (2026).

Le opere di Keita Morimoto hanno visto le gallerie più importanti del mondo: da Toronto a Milano, da New York a Copenaghen, da Los Angeles a Berlino, affascinando e catturando gli sguardi curiosi del pubblico di ogni Paese.

Keita Morimoto – Instagram

Keita Morimoto
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Valentina Anzaldi

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