Porto, la ‘capitale del nord’ del Portogallo, si sta consolidando come punto di riferimento per giovani studenti e affezionati cultori dell’architettura contemporanea.

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La città famosa per l’omonima ‘scuola’ —una definizione che va stretta ai suoi tre protagonisti di spicco Fernando Távora, Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura, i quali si avvalgono di riferimenti e linguaggi formali differenti, ma sono allo stesso tempo accomunanti dalla volontà di proporre una visione tutta portoghese della modernità— è diventata l’occasione anche per le nuove generazioni di architetti autoctoni, nonché internazionali, di mettersi alla prova. Basti pensare alla Casa da Musica di OMA, ai diversi progetti di Barbosa & Guimarães, all’Edificio Transparente di Manuel de Solà-Morales o al Centro de Sangue di ARX, solo per citarne alcuni.

Non più quindi solo una città storica, famosa per ponti e cantine di vino, quanto piuttosto un centro culturalmente vivace e aperto alle contaminazioni spaziali che negli ultimi decenni ne hanno valorizzato la qualità urbana e paesaggistica. Per promuovere tale patrimonio, Building Pictures e gli architetti Filipa Figueira e Tiago Vieira hanno realizzato una serie di cortometraggi dal titolo Arquitectura à Moda do Porto.

Tutto è cominciato nel 2013, e finora sono 10 gli episodi girati. Ognuno tratta un tema differente: luce, scale, balconi, natura, texture, porte, finestre, lucernari, pavimentazioni e strutture. L’obiettivo degli autori è quello di divulgare e far conoscere la pregevole architettura di Porto degli ultimi vent’anni.

Con un approccio che ci fa venire in mente gli Elements di Rem Koolhaas (Biennale di Venezia 2014), l’architettura viene scomposta, ridotta alle sue componenti essenziali. Non è la maestosità delle grandi opere a venire celebrata, bensì i singoli elementi, estrapolati dal contesto, quelli di cui nella quotidianità ci serviamo, che tocchiamo, guardiamo, calpestiamo.

La modalità video, supportata dalla tematizzazione degli episodi, permette di muoversi tra questi edifici iconici e di creare tra di essi dei fili conduttori trasversali, nonostante le differenze formali e funzionali, perseguendo però una condivisa, accurata ricerca spaziale.

I cortometraggi sono molto brevi, leggeri, senza pretese, eppure suggestivi. Buona visione.

Porto, ‘capital of the north’ of Portugal, is consolidating as an important creative hub for young students and contemporary architecture lovers.

The city, despite being famous for the eponymous ‘school’ -a restrictive definition, according to the three most prominent exponents Fernando Távora, Álvaro Siza and Eduardo Souto de Moura, who adopt different references and formal languages, but at the same time share the quest for a properly Portuguese vision on modernity- has become an opportunity for new generations of both local and international architects to test themselves. Some great examples of it are the Casa da Musica by OMA, the various projects by Barbosa & Guimarães, the Edificio Transparente by Manuel de Solà-Morales, the Centro de Sangue by ARX, just to name a few.

Porto is not just a historic city anymore, famous for bridges and wineries, but rather a culturally vibrant environment, which is open to spatial contamination that have supported, in recent decades, urban and landscape quality. In order to promote this heritage, Building Pictures and architects Filipa Figueira and Tiago Vieira have produced a series of short films.

It all started in 2013, and so far 10 episodes have been released. Each one focuses on a particular theme: light, stairs, balconies, nature, textures, doors, windows, skylights, pavements and structures. The authors’ aim is to broadcast and show to the wider public the high accomplishments achieved by Porto architecture, in the last twenty years.

Their approach brings to mind Rem Koolhaas’ Elements (Venice Biennale 2014), as architecture is fractionated, reduced to its essential components. It is not the grandeur of great works that is celebrated, but individual elements instead -taken out of context-, the same ones we use, touch, look, walk on every day.

The video mode, aided by the themed sequences, allows you to wander through and unravel a fil rouge between these formally and functionally diverse, iconic buildings, where the common denominator is the accurate attention to every spatial detail.

The episodes are very short, funny, unpretentious, and yet evocative. Enjoy.

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